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Sicurezza, fiaccolata silenziosa in zona stazione

Organizzata martedì dal Comitato Reggio Est Sicura con partenza alle 20,45 dal parcheggio dietro la coop di via Sani. "Bisogna distribuire meglio i richiedenti asilo"

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REGGIO EMILIA – “Da 2 anni chiediamo all’amministrazione comunale ed alle autorità competenti come sono distribuiti i richiedenti asilo fra i vari quartieri della città. Da 2 anni chiediamo all’amministrazione comunale ed alle autorità competenti chi controlla le strutture delegate alla sistemazione dei migranti sul territorio della città. Quali sono i criteri di divisione fra i vari quartieri? Chi controlla l’impatto sociale e l’impatto sull’ordine pubblico di queste scelte?”.

Lo chiede il Comitato Reggio Est Sicura che ha organizzato una fiaccolata silenziosa per domani, martedì 28 marzo, con partenza alle 20,45 dal parcheggio dietro la coop di via Sani terminando il percorso vicino al cantiere di via Gobetti dove verrà ospitato un progetto de “l’ Ovile”, cooperativa sociale che si occupa di persone svantaggiate (immigrati, invalidi fisici e psichici ecc).

Si chiede il Comitato: “In Via Gobetti 1 la Coop l’Ovile ha acquistato un’abitazione e sta completandone la ristrutturazione. A cosa servirà? E’ in un qualche modo collegata ai richiedenti asilo o persone con difficoltà? Chi ne ha controllato l’impatto sociale e sull’ordine pubblico in un Quartiere già così in ginocchio? Circa un anno fa l’assessore Maramotti, in un incontro con nostro Comitato, affermò quanto segue: “il Quartiere stazione non è più in grado di accogliere altra immigrazione, anzi bisogna lavorare per riequilibrare la situazione”. Il 21 febbraio scorso, nella sede municipale, l’assessore affermava “di apprendere ora da noi dell’intervento della Coop l’Ovile in Via Gobetti, 1”. In completa contraddizione con il punto precedente”.

E aggiunge: “Nella stessa sede ci rispondeva che “le notizie circa la divisione sul territorio cittadino dei richiedenti asilo non può essere diffusa per motivi di privacy e sicurezza”. Il Comitato non chiede foto segnaletiche o indirizzi. Chiede come sono divisi i richiedenti asilo nei quartieri di Reggio Emilia. Sempre il 21 febbraio a domanda: chi controlla l’operato di queste cooperative? La risposta dell’assessore Maramotti è stata: “per legge uno compera dove vuole”. Noi la pensiamo diversamente. Chi riceve soldi pubblici deve rispondere del proprio operato e soprattutto tenere conto dell’impatto sociale e di ordine pubblico sul territorio. Inoltre, a fine incontro, alla nostra osservazione sulla superficialità delle risposte ricevute, l’assessora rispondeva: “Io faccio l’Avvocato, non posso sapere tutte queste cose”. Bene, per noi è una risposta inaccettabile. Chi amministra un territorio dovrebbe farlo con il massimo impegno e competenza”.

Il Comitato Reggio Est Sicura conclude: “Le motivazioni nulla hanno a condividere con prese di posizione contro i richiedenti asilo, e nulla hanno a condividere contro le Coop o Enti che si occupano del problema. Cres chiede, semplicemente, che il problema sia gestito dalla pubblica amministrazione e che chi ha responsabilità di ordine pubblico vigili su quanto sta succedendo”.

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