Servizi e turismo, venerdì lavoratori in sciopero

Tra le maggiori aziende reggiane coinvolte: Cir (1.100 dipendenti) e Coopservice (circa 2.000)

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REGGIO EMILIA – Pulizie multiservizi, pubblici esercizi, ristorazione collettiva e agenzie di viaggio: settori diversi, con oltre un milione e mezzo di lavoratori,  accomunati dal mancato rinnovo del contratto nazionale da più di 4 anni. Le trattative – avviate nei mesi scorsi – si sono interrotte senza trovare una soluzione condivisa e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti hanno proclamato uno sciopero unitario degli addetti dei diversi settori per l’intera giornata di venerdì 31 marzo con manifestazione nazionale a Roma in Piazza Bocca della Verità dalle 9 di mattina.

Alla manifestazione saranno presenti anche tanti lavoratori della nostra provincia che partiranno in pullman alle 2 di notte. Tra le maggiori aziende reggiane coinvolte: Cir (1.100 dipendenti) e Coopservice (circa 2.000). Anip Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Unionservizi Confapi e Agci sono le controparti con le quali i sindacati hanno avviato il confronto per il rinnovo del contratto delle imprese di pulizie e servizi integrati/multiservizi – scaduto il 30 aprile 2013 – applicato a oltre 500mila dipendenti.

“Stesso epilogo – affermano i sindacati – per il negoziato della ristorazione collettiva, interrotto il 18 febbraio scorso. Anche in questo caso, la rigidità delle controparti su alcuni punti ha reso vani gli avanzamenti fatti nei mesi di confronto e l’equilibrio raggiunto che aveva fatto ben sperare. Per i Pubblici esercizi e le Agenzie di viaggio sono ormai mesi che Fipe e Fiavet Confcommercio non si siedono più al tavolo di trattativa dopo aver avanzato pretese inaccettabili mirate ad abbattere unicamente il costo del lavoro”.

“In questi ultimi anni, tutte le aziende, anche se di settori diversi, continuano ad avanzare proposte insostenibili senza tener conto delle pesanti conseguenze sulle condizioni di lavoro dei dipendenti”, affermano i sindacati. “Dopo oltre 4 anni di attesa non siamo disposti a cedere ai ricatti e le provocazioni che vogliono minare i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo il 31 marzo saremo in piazza per ridare voce al lavoro e chiedere dignità e rispetto”.

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