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Riforma codice penale: Pignedoli plaude, una beffa per il M5s

Voto di fiducia al Senato per il disegno di legge che inasprisce le pene per i furti chiesto dai sindaci reggiani

REGGIO EMILIA  – Pareri discordanti tra i parlamentari reggiani sull’apprevazione, avvenuta in data odierna al Senato con voto di fiducia, del Disegno di legge del Governo Gentiloni di riforma del Codice penale e del Codice di procedura penale: “Ci saranno pene più severe per chi commette furti nelle abitazioni – spiega la senatrice del Pd Leana Pignedoli – Voglio esprimere soddisfazione, e auspico una rapida approvazione definitiva alla Camera dei Deputati”. Per Maria Edera Spadoni del M5S invece “fatta la legge, trovato l’inganno dal momento che si approva il giusto inasprimento delle pene per alcuni reati ma si legano le mani agli inquirenti”.

La Pignedoli spiega: “Dopo il momento di confronto avuto con i sindaci dell’Unione Tresinaro Secchia con il relatore Cucca e il Presidente Grasso, il Senato ha mantenuto l’impegno preso”. Pignedoli aggiunge: “Ancora molto rimane da fare, ma certamente pene più severe per furti in abitazione, scippo, rapina e l’assunzione di mille magistrati e 2mila unità di personale nei tribunali sono un elemento molto importante per una giustizia più attenta alle esigenze dei cittadini. Ora auspico una rapida approvazione definitiva alla Camera, per questo passo avanti che non potrà che aiutare e incentivare ancor più il civismo che da sempre contraddistingue il nostro territorio”.

Ricordando l’escalation della criminalità nel reggiano., la deputata Conque stelle dice: E’ penale uno specchietto per le allodole, da una parte aumenta le pene per i furti e altri reati (giusto concetto) ma dall’altra non spiega ai cittadini stessi che lega le mani a magistratura e forze dell’ordine nel combattere la criminalità. Come avviene tutto ciò? Tramite i tagli alle intercettazioni informatiche ( iphone, smart phone); fondamentale per un territorio come Reggio è anche ricordare che è proprio grazie a queste intercettazioni che inchieste su corruzione, riciclaggio, traffici illeciti anche di droga – i cosiddetti reati ‘spia’- si arriva spesso ad individuare le cosche della criminalità organizzata quali mafia, ‘ndrangheta e camorra.

La deputata M5S, riprendendo le posizioni pentastellate espresse oggi al Senato, spiega: “Fino ad oggi il Magistrato poteva usare le intercettazioni davanti al solo fondato motivo del compimento di attività criminose, per il futuro occorrerà avere la certezza che si stanno compiendo attività illecite. Ovvero se il Pm non ha sviluppato doti telepatiche si arrangia. Questo perverso meccanismo varrà per i reati di corruzione e associazione a delinquere, spaccio di droga e così via. Inoltre i giudici hanno la possibilità di prorogare le indagini per solo tre mesi, dopo di che le loro indagini verranno di fatto cestinate. Una follia”.