Referendum, Cgil e vescovo a colloquio

Monsignor Camisasca: "Ritrovare cultura del lavoro che si è persa"

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REGGIO EMILIA – Incontro cordiale, sincero e in qualche modo storico, quello che si è svolto in mattinata al Vescovado di Reggio tra il segretario della Camera del Lavoro, Guido Mora, e il vescovo della diocesi di Reggio e Guastalla monsignor Massimo Camisasca: non accadeva da almeno quindici anni. L’occasione l’ha offerta l’intensa attività che la Cgil ha messo in campo sui due referendum da lei promossi, voucher e appalti, per i quali saremo chiamati a votare domenica 28 maggio (la data è stata decisa oggi dal consiglio dei Ministri).

Mora, accompagnato da Luca Chiesi e Khedidja Sayah della segreteria provinciale, ha donato a Camisasca “La Carta per i diritti universali del lavoro” che la Cgil propone come base per un nuovo sistema di regole e tutele nell’attività primaria di uomini e donne. “Siamo una forza sociale a disposizione del Paese – ha detto Mora – e siamo preoccupati per gli effetti che politiche sbagliate di regolamentazione del lavoro determinano sulla coesione sociale oltre che sull’andamento economico e dell’occupazione”.

Monsignor Camisasca ha sviluppato durante l’incontro una approfondita riflessione sulle incertezze che governano l’attuale periodo storico, caratterizzato da una profonda crisi di valori e da un individualismo penetrante. “Siamo in una sorta di limbo del presente – ha sottolineato con una efficace immagine – nel quale il bagaglio di esperienze che viene dal passato è insufficiente ad interpretare la realtà per costruire il futuro”. Compito delle persone responsabili, ha aggiunto, è aiutare gli altri per rilanciare il bene complessivo della comunità, che viene prima del bene individuale.

In sostanza “dobbiamo amare le persone più di noi stessi”. Per vincere la paura che si percepisce nel paese e sconfiggere una visione disperata dei processi in corso a vantaggio delle possibilità costruttive che esistono. Sui temi più strettamente legati al lavoro monsignor Camisasca ha evidenziato due concetti forti: “Dignità e responsabilità”. Va ripresa la cultura del lavoro che si è persa, va raggiunto un equilibrio tra diritti e doveri, serve una ritrovata maturità politica che sappia guardare oltre le scadenze elettorali a breve e costruire il nuovo welfare di cui c’è bisogno nel paese.

Mezz’ora di conversazione amichevole per affrontare dunque temi di grande portata, rilevanza complessità. Un segnale importante di apertura al confronto tra Chiesa e Sindacato: due indiscusse rappresentanze della intera comunità locale.

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