Province senza soldi, esposto contro il governo

A Corte dei Conti e procura. Manghi e gli altri presidenti di Provincia si cautelano: "Non ci avete cancellato, dateci i soldi o ci saranno grossi problemi per strade e scuole

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REGGIO EMILIA – Di fronte a bilanci al momento impossibili da chiudere, non resta che inoltrare una segnalazione a Procura, Prefettura e Corte dei conti. Anche l’Unione delle Province (Upi) dell’Emilia-Romagna accoglie l’appello della sua presidenza nazionale, ovvero proporre “un esposto cautelativo” per segnalare la condizione ormai insostenibile sulla manutenzione di strade e scuole di competenza provinciale.

Dunque, dice l’Upi, anche la magistratura deve esserne informata: l’intento, unitario, e’ di concentrare “l’attenzione sulla grave situazione finanziaria che incombe sulle Province, che ne impedisce l’approvazione dei bilanci 2017 e che rende al tempo stesso non sostenibili, in forza dei tagli continui, servizi fondamentali come la manutenzione di 130.000 chilometri di strade e oltre 5.000 scuole superiori frequentate da oltre 2,5 milioni di studenti”.

Secondo le Province, insomma, e’ necessario che lo Stato si assuma le proprie responsabilita’: “Dato che le Province restano, come decretato dall’esito del referendum del 4 dicembre 2016, che ne ha bocciato la modifica costituzionale, devono avere le adeguate risorse per le funzioni che sono chiamate a svolgere”.

Rilancia Giammaria Manghi, presidente di Upi Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio Emilia: “Le condizioni in cui si trovano le Province non sono piu’ sostenibili. La legge 56 ci ha affidato una serie di funzioni fondamentali ma la programmazione finanziaria dello Stato non ci ha attribuito le risorse per farvi fronte e, in primis, dobbiamo risponderne ai cittadini. Ad oggi, non siamo piu’ in grado di garantire la funzionalita’ dei servizi. Di questo, lo Stato deve prendere atto trovando le risorse necessarie. Non vi e’ piu’ la piu’ disponibilita’- avvisa tutti Manghi- ad accettare ulteriori proroghe”.

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