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Internet mobile, il 5G arriva in cinque città italiane

Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Sono queste le cinque città scelte per la prima sperimentazione

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REGGIO EMILIA – Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Sono queste le cinque città scelte per la prima sperimentazione del 5G, la quinta generazione di connessioni ad Internet. L’Italia decide, quindi, di rispondere alle sollecitazioni dell’Unione Europea aprendo a queste importanti aree la prima fase di prova della banda mobile ultralarga. Aree a cui potrebbe aggiungersi anche quella di Torino grazie ad un accordo tra l’Amministrazione comunale e Tim.

Le tecnologie 5G rappresentano il quinto step di miglioramento della velocità e dell’efficienza delle connessioni. Un percorso iniziato nel 1991 con la nascita del 2G come nuovo standard per regolare i collegamenti delle reti mobili e proseguita fino al 4G, oggi ampiamente sfruttato in Italia, in grado di migliorare le prestazioni di Internet in mobilità, l’efficienza di videoconferenza e video streaming e di implementare il cloud computing.

E proprio in questi giorni anche l’Italia ha deciso di fare il primo passo alla sperimentazione delle nuove connessioni in 5 aree selezionate: Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Il Ministero dello Sviluppo economico ha infatti emesso un avviso pubblico in cui si avvia il periodo di prova che durerà fino al 2020: una fase pre-commerciale in cui si potrà disporre del 5G solo in queste città ed in cui si porranno le basi per l’estensione a tutto il territorio nazionale.

Il nostro Paese ha deciso di rispondere così alla chiamata della Commissione Europea, che aveva invitato gli stati membri ad avviare la sperimentazione in almeno una città entro il 2018. Il nostro Governo ha deciso di andare oltre questo input ed ha aperto il bando pubblico a ben 5 aree chiedendo alle aziende di presentare le proprie proposte per il 5G, legate sia alla parte infrastrutturale che a quella di servizi e contenuti da offrire agli utenti.

Proposte che potranno essere presentate entro il 15 maggio 2017 per i 3 lotti di gara: il primo è quello della città metropolitana di Milano, il secondo riguarderà Prato e L’Aquila ed il terzo Bari e Matera. Nel frattempo qualcosa si muove anche nel settore privato con Tim, che, in piena indipendenza rispetto al Ministero, ha stretto un accordo con l’Amministrazione di Torino per avviare a partire da quest’anno le prime sperimentazioni di 5G e per estendere la banda ultralarga a tutta la città entro il 2020.

Ma cosa migliorerà con la quinta generazione di connessioni? Innanzitutto la velocità dei collegamenti, che, si stima, sarà dalle cento alle mille volte superiore a quella dell’attuale 4G e sarà in grado di sfruttare la frequenza di onde radio più alta possibile, quella tra 30 e 300 GHZ. Con il 5G potremmo scaricare film in pochi secondi e guardare le dirette in tempo reale dai nostri dispositivi mobili senza interruzioni e fastidiosi rallentamenti. Una vera e propria svolta per coloro che seguono le proprie squadre del cuore in mobilità e che vedranno l’efficienza di app come Sky Go e Rai Play crescere a dismisura. Una manna anche per gli appassionati di eventi in streaming, siano essi trasmissioni di tornei sportivi come quelli proposti, nel settore del gaming, da PokerStars, operatore che ha recentemente aperto il suo canale di dirette dei principali appuntamenti internazionali del mondo del poker. La soluzione definitiva, infine, per i cultori delle serie tv che potranno sfruttare appieno le potenzialità di Netflix e godersi gli episodi dei propri personaggi preferiti in ogni luogo.

L’ultimo passo, quindi, quello del 5G per portare definitivamente il mondo dei video nella mobilità e per implementare quell’ “Internet of Things” che rappresenterà la vera rivoluzione nelle nostre abitudini quotidiane.

Una rivoluzione, quella della banda ultralarga, di cui non va sottovalutato anche l’aspetto economico: le stime prevedono che con il 5G si creerà un business in grado di sfiorare i 12.000 miliardi di dollari entro i prossimi vent’anni. A beneficiarne saranno sia Paesi extra-europei come la Cina (la previsione è che il comparto arriverà a toccare i 1000 miliardi) che della UE, con la Germania che potrà contare su 202 miliardi di introiti e ben un milione di posti di lavoro in più.

Proprio il settore del lavoro sarà uno di quelli che potrebbe beneficiare di più di questa svolta, che porterà, secondo gli esperti dei trend di mercato, alla nascita di nuove professionalità legate ai trasporti, alle tecnologie, all’industria e alla finanza; inoltre alla creazione di circa 22 milioni di nuovi posti di lavoro.

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