Guastalla, tenta estorsione: presa grazie a WhatsApp

Tentata estorsione e ricettazione le accuse mosse a 44enne modenese, residente a Gualtieri, che pretendeva soldi per restituire un telefono rubato

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GUASTALLA (Reggio Emilia) – Dopo alcuni giorni dal furto del suo smartphone un operaio 40enne ha notato e che nel “gruppo famiglia” che aveva creato, grazie all’applicativo WhatsApp, oltre ai numeri di moglie e figli, compariva un’altra utenza che, automaticamente, si era sostituita alla sua quando l’intestaria, entrata in possesso dello smartphone rubato, aveva inserito la sua simcard.

Grazie a questo i carabinieri di Guastalla sono risaliti a una 44enne modenese disoccupata di Gualtieri che è stata denunciata per ricettazione e per tentata estorsione, dato che aveva preteso dal derubato 30 euro per restituirgli il cellulare.

Al 40enne di Guastalla era stato rubato lo smartphone e così l’uomo era andato dai carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti. Dopo alcuni giorni dal furto i familiari lo hanno informato che nel “gruppo famiglia”, creato grazie all’applicativo WhatsApp, era comparsa un’altra utenza. L’uomo ha contattato il numero a cui risposto una donna che ha confermato il possesso del suo smartphone pretendendo però 30 euro per la restituzione. Il 40enne è andato dai carabinieri integrando la denuncia di furto con il tentativo di estorsione esercitato dalla donna.

Le indagini sono partite dall’utenza “comparsa” all’improvviso nel gruppo famiglia che era intestato a una 44enne modenese di Gualtieri che i carabinieri sono andati a trovare a casa. Era in possesso dello smartphone rubato e quindi è stata denunciata per ricettazione e tentata estorsione.

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