Export, col +2,7% Reggio scala la classifica italiana

Siamo l'undicesima tra le province maggiori esportatrici. Traina il settore metalmeccanico, Germania primo partner

REGGIO EMILIA – Facendo segnare un incremento del 2,7%, nel 2016 il valore delle esportazioni reggiane è salito a 9,5 miliardi, consentendo al nostro territorio di guadagnare anche un ulteriore miglioramento della sua posizione nella classifica nazionale delle province italiane maggiori esportatrici. Reggio, infatti, ha raggiunto l’11° gradino della classifica dopo aver ricoperto il 12° nel 2014 e nel 2015, e ha confermato al 2,3% il proprio contributo al commercio estero italiano.

A determinare la buona performance 2016 delle vendite oltre frontiera, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio sui dati Istat, hanno contribuito, pur con comportamenti diversificati, la maggior parte dei settori leader dell’economia provinciale.
Il metalmeccanico, che da solo rappresenta più della metà delle esportazioni reggiane, è passato dai 4,6 miliardi del 2015 ai 4,8 miliardi del 2016, con un incremento del 4,2%; il tessile-abbigliamento, con un aumento dell’1,2%, ha raggiunto 1 miliardo e 564 milioni di euro; il ceramico, con un valore di 1,1 miliardi, è cresciuto dell’8%; è poi salito da 833 a 838 milioni l’elettrico-elettronico (+0,6%), mentre ha raggiunto i 133 milioni (+2,8%) il settore della gomma-plastica. In aumento anche le esportazioni di bevande (prevalentemente Lambrusco) che in un anno sono passate da 75,8 a 85,5 milioni, con un incremento del 12,8%; in flessione, invece, il dato del settore alimentare che scende da 531,8 a 502,9 milioni.

“La crescita – sottolinea il presidente della Cciaa, Stefano Landi – è stata supportata da alcuni miglioramenti congiunturali in Paesi che intrattengono forti relazioni con il sistema imprenditoriale reggiano, ma credo che vi siano stati anche altri elementi che hanno concorso a questi buoni risultati. In Europa abbiamo registrato miglioramenti soprattutto in Germania (primo mercato di sbocco per i prodotti reggiani) e in Spagna, ma anche la favorevole congiuntura statunitense (e gli Usa sono il terzo mercato di riferimento per l’export reggiano) ha sostenuto bene i nostri scambi”.
“Accanto a questo – prosegue il presidente della Camera di Commercio – abbiamo registrato con soddisfazione una più forte spinta sull’export da parte del sistema imprenditoriale reggiano, cui hanno certamente contribuito anche le azioni messe in atto dalla Camera di Commercio”. “Rilevante, in questo senso – afferma Landi – l’investimento di 1,276 milioni nel 2016 nonostante una riduzione complessiva delle entrate determinata dalla riforma delle Camere di Commercio; ancora più influente il lavoro straordinario in coincidenza con Expo, con 18 incoming di operatori commerciali esteri , 176 buyer esteri ospitati, 215 imprese coinvolte e 916 incontri B2B”.
“Nei prossimi giorni – conclude Landi – daremo il via libera al piano di investimenti e al programma di confronti del 2017 – già segnato dall’importante confronto di lunedì scorso con la Console generale degli Stati Uniti a Firenze, Mrs. Abigail M. Rupp”.

L’Europa, con oltre 6,7 miliardi di esportato, rimane il maggior acquirente di prodotti reggiani (+3% dell’export verso la Germania; -1,1% verso la Francia; -3% verso Gb); si registrano poi +7,3% verso la Russia e un -0,5% verso la Turchia.

Nel frattempo è proseguita la crescita del mercato americano che nel 2016 si è confermato come seconda area di destinazione di merci “made in Reggio Emilia” dopo l’Europa. Le vendite di prodotti reggiani verso l’America sono aumentate dello 0,7% raggiungendo i 1.147 milioni: Stati Uniti e Messico, rispettivamente con 748,9 milioni (+3,5%) e 125,7 milioni (+12,9%), sono i due principali mercati americani di sbocco per i prodotti reggiani.
In crescita anche le esportazioni reggiane verso l’Asia, che nel 2016 hanno raggiunto un valore di 1 miliardo e 129 milioni di euro con una crescita del 4,5%. La Cina, con 253,1 milioni ed una crescita del 19,9% in un anno, si colloca all’ottavo posto nella graduatoria dei compratori di prodotti reggiani ed è il primo paese asiatico, ma rappresenta anche il principale fornitore della provincia di Reggio Emilia. Da quel paese, infatti, provengono prodotti per oltre 548 milioni di euro e la bilancia commerciale mostra un saldo negativo pari a 295 milioni.