Discarica di Poiatica nel mirino della Dda

L'apertura del fascicolo della Procura antimafia di Bologna sarebbe legata all'ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti

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CARPINETI (Reggio Emilia) – La Dda (Direzione distrettuale antimafia) ha messo nel mirino la discarica di Poiatica. E’ quanto scrive la Gazzetta di Reggio che riporta che la Dda ha messo le mani, per competenza, su tutti gli atti dell’inchiesta avviata da tempo dalla procura reggiana.

Secondo quanto scrive il quotidiano reggiano l’apertura del fascicolo della Procura antimafia di Bologna sarebbe legata all’ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti, come recita l’articolo 260 del decreto legislativo 152 del 2006:  “Chiunque al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, cede, riceve, trasporta, esporta, importa o comunque gestisce abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti è punti con la reclusione da uno a sei anni”.

L’inchiesta, per ora, si basa su due perizie e su una relazione del Corpo Forestale. L’esperto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha dato una risposta sulla presenza, o meno, di radiottività nel perimetro della discarica. Il comitato “Fermare la discarica di Poiatica” ritiene vi sia radiottività, e Iren, invece, lo esclude. Della seconda perizia è stato incaricato un esperto del Politecnico di Milano, che ha fatto analisi sui percolati prodotti dalla discarica.

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