Discarica di Poiatica, Bini: “Preoccupante l’indagine della Dda”

Il M5S chiede: "Il sindaco di Castelnovo Monti sia ascoltato al più presto dalla Commissione Ecomafie"

Più informazioni su

REGGIO EMILIA –  “E’ preoccupante perché, se indaga la Dda, vuole dire che qualcosa c’è e che, probabilmente, le denunce del comitato contro la discarica qualche fondamento ce l’hanno. La Commissione di inchiesta Ecomafie mi ha chiesto una lettera e mi ha chiesto di spiegare quello che sapevo. Io gliel’ho mandata”. Il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, che a fine febbraio 2016 si dimise dalla Commissione legalità di Iren, commenta in questo modo a Reggio Sera l’inchiesta della Dda sulla discarica gestita dalla multiutility a Poiatica. La direzione distrettuale antimafia, lo ricordiamo, sta indagando per traffico illecito di rifiuti.

La Dda sta probabilmente passando al setaccio l’attività di tutte le aziende che hanno avuto a che fare con la discarica di Poiatica. Fra queste ci potrebbe essere l’appalto assegnato alla veneta Ramm srl di Andrea Rossato che è stato arrestato nel 2014 in un’inchiesta della procura di Reggio Calabria, insieme ad altre 23 persone, per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti assieme ad alcuni personaggi legati alla ’ndrangheta.

Alberto Zolezzi, parlamentare M5S in Commissione Ecomafie e Maria Edera Spadoni parlamentare M5S, chiedono: “Enrico Bini sia ascoltato al più presto dalla Commissione Ecomafie. Dopo la notizia che la Dda si sta finalmente interessando della discarica Iren di Poiatica, chiediamo che il sindaco di Castelnovo Monti sia ascoltato in Commissione d’inchiesta che indaga sul ciclo illecito dei rifiuti. Richiesta che avanzammo oltre un anno fa a fine febbraio 2016 quando Bini si dimettè dalla Commissione legalità di Iren, con lo stesso primo cittadino che si rese immediatamente disponibile ad essere ascoltato sui temi legati alla legalità, trasparenza nella gestione di appalti e rifiuti inclusa la questione Poiatica”.

Appalti assegnati da Iren, secondo il M5S, ad aziende che non avrebbero fornito sufficienti garanzie. Nel 2002 fu dato l’appalto per ampliamento della discarica di Poiatica alla ditta Ciampà Paolo srl (cui era stato negato al tempo anche il certificato antimafia) e già al centro dell’inchiesta sui rifiuti tossici “Black Mountains” (gli imputati furono poi tutti prosciolti, ndr). Si registrò poi l’appalto al ribasso del 34% alla ditta RAMM srl per la manuntenzione della discarica di Poiatica. La Ramm srl è coinvolta in diverse inchieste.

Sempre nel 2012 si registrò l’appalto per la gestione della raccolta rifiuti alla Tradeco srl, che qualche settimana prima finì sotto indagine da parte della DDA della Liguria e dalla Procura di Bari. Continuano i pentastellati: “Si arriva poi, alle intercettazioni ed atti di Aemilia, persone poi arrestate parlano di “appalti pilotati in Agac quando dipendeva dal Comune di Reggio”. Agac è l’ex municipalizzata di Reggio, prima diventata Enia Spa (nel 2005), poi Iren Spa nel 2010. Ce n’è abbastanza, insomma, secondo la Dda, per indagare più a fondo su questa vicenda.

Più informazioni su