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Consip, l’ad Marroni: “Pressioni da Tiziano Renzi e Verdini”

All'indomani dell'arresto dell'imprenditore campano Romeo, accusato di corruzione nell'inchiesta romana sugli appalti Consip, parla il padre dell'ex premier

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REGGIO EMILIA – L’imprenditore campano Alfredo Romeo è stato arrestato ieri per corruzione nell’inchiesta romana sugli appalti Consip. Tiziano Renzi e l’imprenditore Carlo Russo si facevano promettere somme di denaro mensili da Romeo sfruttando le relazioni tra il padre dell’ex premier e l’ad di Consip, secondo il pm. Oggi il padre dell’ex premier, indagato, commenta le affermazioni di Alfredo Mazzei, commercialista amico dell’imprenditore campano, in una nota a Repubblica.

Tiziano Renzi, commentando l’inchiesta Consip che lo vede coinvolto, spiega in una nota:  “Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla”.

“Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla”. Nell’articolo si fa riferimento ad un “incontro segreto” tra Tiziano Renzi, Romeo e Russo “in una trattoria senza pretese con ingresso riservato”.

“Mi sembra di vivere un incubo”, scrive Tiziano Renzi nella sua nota. “Sono stato indagato due anni fa per la prima volta in vita mia e mi hanno assolto ma la notizia è stata riportata in qualche trafiletto. Spero solo che il giorno in cui tutto questo finirà ci sarà lo stesso spazio sui giornali che c’è oggi. Vivo perché i miei nipoti sappiano che io sono quello che hanno sempre conosciuto e non ciò che i giornali scrivono oggi”, sottolinea.

Lunedì 6 interrogatorio garanzia per Romeo
Si terrà lunedì l’interrogatorio di garanzia per Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano arrestato dalla Procura di Roma per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti in Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. “Al momento non abbiamo ancora deciso se Romeo si avvarrà o meno della facoltà di non rispondere – spiegano i difensori di Romeo -. Domani ci rincontreremo e decideremo che strategia difensiva adottare in questa fase”.

Marroni a pm, pressioni da T.Renzi e Verdini
“Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala. Mi dissero che loro erano ‘arbitri’ del mio destino professionale”. E’ quanto avrebbe rivelato ai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano lo scorso 20 dicembre Luigi Marroni, l’amministratore delegato di Consip. Lo scrive L’Espresso che ha diffuso sul sito un’anticipazione di un’inchiesta che sarà pubblicata nel numero in edicola domenica. Marroni è stato sentito come persona informata sui fatti sull’appalto Fm4 da 2,7 miliardi bandito da Consip e sul sistema messo in piedi da Alfredo Romeo. Secondo il settimanale, nel corso dell’interrogatorio l’Ad “racconta di un vero e proprio ‘ricatto’ subito da un sodale di Tiziano Renzi, l’imprenditore Carlo Russo. Riferisce di pressanti ‘richieste di intervento’ sulle Commissioni di gara per favorire una specifica società; di ‘incontri’ riservati con il papà di Renzi a Firenze; e di ‘aspettative ben precise’ da parte di ‘Denis Verdini e Tiziano Renzi'” sull’assegnazione di gare Consip per centinaia di centinaia di milioni”.

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