Consiglio, Pd e Mdp tornano uniti per il fine vita

Passa la mozione dell'ex Dem Lanfranco De Franco per sollecitare l'iter del Ddl Lenzi

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REGGIO EMILIA – Dopo il divorzio, Pd e Democratici e progressisti (Mdp) tornano a marciare assieme. Il gruppo appena costituitosi con i consiglieri Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino (assieme a loro c’e’ il vicesindaco Matteo Sassi), ha dato semaforo vedere con i dem alla mozione sul “fine vita” presentata come primo firmatario dallo stesso De Franco e condivisa da alcuni consiglieri del Pd, tra cui il capogruppo Andrea Capelli.

In particolare il documento e’ passato con 23 voti favorevoli e quattro astenuti (la civica Cinzia Rubertelli, i consiglieri di Forza Italia Giuseppe Pagliani e Claudio Bassi e Pierluigi Saccardi, unico democratico a votare in dissenso dalla maggioranza). L’atto impegna il sindaco e la giunta “ad adoperarsi in ogni modo con i parlamentari reggiani, con i presidenti delle Camere e con il Governo perche’ tutti concorrano a confezionare e facilitare l’approvazione del testo di legge (detto “Ddl Lenzi”), conservandone i principi base”.

In particolare “laddove si riconsegna ai pazienti e ai cittadini la liberta’ di esprimersi in maniera positiva o negativa, anticipatamente e attraverso un fiduciario, sull’eventuale ricorso a trattamenti sanitari, a partire dalla nutrizione e idratazione artificiale (trattamenti spesso invasivi) sino alla sedazione profonda per eliminare dolore fisico e psicologico in pazienti terminali che abbiano rifiutato tutte le cure”.

Sulla stessa linea Sassi: “La giunta auspica che la norma sia approvata: lo si deve ai tanti cittadini a cui lo Stato non puo’ rispondere voltandosi dall’altra parte”.
L’assemblea cittadina ha poi approvato con 24 voti favorevoli e due astenuti (Forza Italia) un ordine del giorno presentato dalla consigliera Cinzia Rubertelli, che impegna sindaco e giunta “ad attivare apposita campagna informativa e divulgativa del servizio comunale gratuito relativo al Registro comunale dei testamenti biologici, per garantire il diritto dei cittadini residenti a Reggio Emilia a manifestare preventivamente la propria volonta’ circa l’accettazione o il rifiuto di alcuni trattamenti sanitari o terapie”. Un servizio di cui, ad oggi, hanno usufruito 343 reggiani.

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