Confcommercio: “Negozi aperti fino alle 21 in estate”

La presidente di Confcommercio Prampolini: "Lo faremo se aderisce almeno il settanta per cento delle attività"

REGGIO EMILIA – Spostare avanti l’apertura pomeridiana estiva dei negozi dalle 17 alle 21. E’ la proposta uscita mercoledì all’albergo delle Notarie dove si sono incontrati commercianti e pubblici esercizi insieme alla presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini, per parlare delle strategie per rilanciare il centro storico. Obiettivo: far tornare gente in centro storico. Secondo gli esercenti si potrebbe iniziare con una sperimentazione di un mese, in maggio. Se funziona, si estenderebbe l’iniziativa a tutti i mesi estivi. In questo modo, chi esce dal lavoro sa che può venire in centro storico a fare i propri acquisti perché trova i negozi aperti.

“E’ stata una riunione partecipata e appassionata”, spiega la presidente di Confcommercio – Imprese per l’Italia Reggio Emilia, Donatella Prampolini Manzini. Che ha aggiunto: “La grande maggioranza dei presenti si è detta favorevole a questa sperimentazione. Pochissime le voci contrarie. Vogliamo che la gente ricominci a considerare la tappa in centro storico una cosa naturale”.

“Non sarà la soluzione a tutti i mali –continua Donatella Prampolini Manzini- ma non ci sto ad accettare passivamente la situazione. Noi commercianti dobbiamo fare la nostra parte. Il cliente oggi chiede comodità, professionalità e ambiente accogliente. L’accoglienza è il plus del nostro e di tutti i centri storici del nostro meraviglioso paese: unici e bellissimi. La professionalità dell’imprenditore che gestisce la propria attività commerciale in prima persona è la caratteristica dei nostri negozi. La comodità è quello che dobbiamo offrire a chi esce dal lavoro: se trova il negozio chiuso alle sette o le sette e mezzo difficilmente verrà; ecco perché un orario più comodo fa la differenza”.

“Il prossimo passo – conclude Donatella Prampolini Manzini – sarà sentire nelle prossime settimane tutti i negozi del centro per capire se aderisce almeno il settanta per cento delle attività, soglia minima che ci siamo dati per far partire la sperimentazione”.