Comune, il maneggio dei Brescia sarà abbattuto

Dopo una battaglia legale durata cinque anni da cui il Comune e' uscito vincitore: l'intervento è previsto nel 2017 e costerà 175mila euro

REGGIO EMILIA – Dopo una battaglia legale durata cinque anni da cui il Comune e’ uscito vincitore, il maneggio abusivo sorto nella frazione di Villa Cella a Reggio Emilia, in via Croci, verra’ demolito. Si tratta della struttura composta da tre piste per allenamento dei cavalli, con pertinenze, ricoveri attrezzi e foraggio e strutture di ospitalita’ degli animali, costruite dalla ditta Brecogen, di proprieta’ dei fratelli Luigi, Francesco e Pasquale Brescia (quest’ultimo ex gestore del ristorante “Antichi sapori” di Gaida e imputato per associazione mafiosa nell’inchiesta contro la ‘ndrangheta Aemilia).

L’intervento di demolizione, che costera’ 175.000 euro, e’ infatti inserito per il 2017 nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune (per 32 milioni totali), pubblicato sull’albo pretorio dell’ente. La struttura realizzata dagli imprenditori calabresi a ridosso della ferrovia Milano-Bologna era finita sotto tiro nel 2012, dopo un controllo dei tecnici comunali da cui era stata ritenuta abusiva.

L’amministrazione ne aveva quindi ordinato il blocco dei lavori e il ripristino dello stato dei luoghi, attraverso la demolizione delle opere edilizie. Ma l’ordinanza era stata disattesa e i fratelli Brescia avevano presentato una serie di ricorsi rivolgendosi al Tar di Parma ad ottobre del 2012 e nuovamente ad aprile del 2013, questa volta anche con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Infine, di fronte all’ennesimo diniego del Tribunale amministrativo, a luglio del 2016 i proprietari si erano appellati al Consiglio di Stato contro i precedenti provvedimenti del Tar, chiedendone “la riforma previa sospensione”.

In tutti i procedimenti il Comune di Reggio ha resistito in giudizio e ad ottobre del 2016 e’ arrivato il responso del massimo organo di giustizia giuridico-amministrativa. Accogliendo le ragioni del Comune i giudici hanno stabilito che, “le opere sanzionate hanno determinato una rilevante alterazione di un suolo a destinazione agricola in assenza di qualsiasi titolo abilitativo”. La societa’ dei fratelli Brescia e’ stata quindi condannata al pagamento delle spese legali (circa 20.000 euro).