Boretto, 40enne pesta e droga la fidanzata

Oltre alle minacce di morte, pugni, morsi e ciocche di capelli strappate, l'ha indotta a fumare cocaina

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BORETTO (Reggio Emilia) – Presa a pugni, morsi, trascinata a terra, privata del cellulare che ha rotto per impedirle di chiamare aiuto e rinchiusa in casa. Questi sono solo gli ultimi di una serie di episodi che raccontano la vicenda vissuta, tra le mura domestiche di un comune della bassa reggiana, da una 30enne vittima di reiterate e gravissime vessazioni portate all’estreme conseguenze da parte del fidanzato, un 40enne reggiano che, dopo essere stato arrestato dai carabinieri, ora vede aggravarsi la sua posizione nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla sostituto procuratore Maria Rita Pantani.

Dopo l’arresto, nello scorso mese di febbraio, le indagini dei carabinieri di Boretto sono andate avanti delineando un quadro indiziario che si arricchisce di nuove accuse. L’uomo, infatti, oltre alle già di per sé pesanti accuse di sequestro di persona, violenza privata, violenza sessuale, lesioni aggravate e atti persecutori dovrà rispondere anche del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Stando alle indagini l’uomo avrebbe indotto più volte la fidanzata a fare uso di cocaina spiegandole come assumerla.

Tra le violenze commesse ai danni della fidanzata sicuramente quella più grave è stata quella che ha visto la donna chiusa a chiave in una stanza della casa del fidanzato e trattenuta con forza tutta la notte con reiterate e continue minacce, tanto da non farla andare nemmeno in bagno. Dopo averla pestata, morso un dito e strappato le ciocche dei capelli con violenza l’ha bloccata sul letto strappandole gli indumenti e violentandola. Una notte terribile per la 30enne che ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Numerose e reiterate anche le violenze psicologiche con le molestie e le minacce che arrivavano anche su WhatsApp attraverso numerosi e ossessivi messaggi.

Ora per concludere anche la cocaina a cui la donna, stando alle indagini dei carabinieri di Boretto, sarebbe stata indotta al consumo in diverse occasioni.

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