Bertazzoni, aumento produzione: la Fiom chiede riduzione ritmi

La Fiom Cgil ribadisce la sua posizione sulla vertenza chiedendo un confronto sulle condizioni di lavoro

GUASTALLA (Reggio Emilia) – “Relativamente alla vertenza in corso alla Bertazzoni Spa di Guastalla, che ci vede impegnati ormai dalla metà di febbraio in un confronto che sembra non trovare sbocchi, chiediamo ancora un passo indietro all’azienda sul nuovo posizionamento produttivo che ha determinato l’aumento da 185 a 188 cucine/giorno, per aprire  una discussione costruttiva sul miglioramento delle condizioni di lavoro delle quali già da tempo abbiamo evidenziato situazioni problematiche”.

La Fiom Cgil ribadisce la sua posizione sulla vertenza relativa alla Bertazzoni Spa chiedendo un confronto sulle condizioni di lavoro. Nei giorni scorsi l’azienda ha replicato ai lavoratori scrivendo che “è sempre stata attenta alla salute dei lavoratori”.

Continua il sindacato: “Aldilà della legittima aspirazione aziendale ad un maggior utile o ad un miglior posizionamento sul mercato, non possiamo accettare che la salute dei lavoratori e delle lavoratrici venga messa in secondo piano rispetto all’aumento dei ritmi per l’incremento della reddittività. Abbiamo chiesto l’apertura di un percorso di verifica sulle condizioni reali di lavoro che impattano sulla salute delle maestranze, incrociandolo con l’analisi delle singole postazioni operative, a partire da quelle già riconosciute dalla stessa azienda come a rischio”.

E aggiunge: “Ad oggi le richieste  dei lavoratori e delle lavoratrici, nonostante siano state formulate più volte, non hanno trovato riscontro da parte aziendale, che ha prospettato solo ipotetici futuri miglioramenti su alcune postazioni. Questa situazione, affiancata ad una accelerazione dei ritmi ed alla pressione esercitata sui lavoratori e sulle lavoratrici, oltre a gravare in termini di fatica, ha creato una situazione di forte tensione”.

E conclude: “Rivendichiamo la priorità della salvaguardia delle condizioni di lavoro e della sicurezza in quanto condizione essenziale nel confronto sull’aumento dei ritmi di lavoro. Crediamo che questo debba essere obiettivo comune, anche per evitare l’aumento dell’insorgere di malattie professionali. Tale obiettivo sarà raggiungibile se la Direzione Aziendale si rende disponibile ad un confronto vero con i lavoratori ed i loro rappresentanti”.