Sos Fiom su crisi Methys e Teleya: “Intervenga Legacoop”

Minacciato presidio in via Meuccio Ruini. Ammortizzatori sociali in scadenza nelle due divisioni metalmeccaniche di Coopsette: cento lavoratori a rischio

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REGGIO EMILIA – Resta davvero poco tempo per salvare Methys e Teleya. Nelle due divisioni metalmeccaniche del gruppo reggiano della cooperazione Coopsette (oggi in liquidazione) stanno infatti per scadere gli ammortizzatori sociali erogati ai lavoratori, parte dei quali saranno messi in mobilita’. Per questo dai due soggetti che, a conclusione dell’asta scaduta lo scorso 15 febbraio si sono detti interessati ad acquisire le due realta’ aziendali, devono ora arrivare “proposte concrete”.

Il grido di allarme arriva dalla Fiom-Cgil di Reggio Emilia che, in caso contrario, annuncia gia’ dalla prossima settimana un presidio di protesta di fronte alla sede reggiana di Legacoop, chiamata ad assumersi le “sue responsabilita’”. Non solo: poiche’ per la continuita’ delle attivita’ industriali di Metys e Teleya sarebbe sul tavolo la proposta di una cooperativa toscana, che sarebbe pero’ tarpata dai costi dell’acquisizione, la Lega delle cooperative e’ anche sollecitata a valutare con i suoi strumenti finanziari la possibilita’ di sostenere l’operazione.

Come spiegano oggi il segretario provinciale della Fiom, Sergio Guaitolini, e il funzionario Enrico Folloni per Teleya, azienda con 40 dipendenti che realizza facciate in alluminio per edifici, la cassa integrazione in deroga terminera’ il 31 marzo e i lavoratori saranno messi in mobilita’. Poco meglio va ai 51 addetti di Methys, che produce mobili per ufficio e pareti attrezzate, a cui gli ammortizzatori sociali sono stati rinnovati con un accordo fino al prossimo giugno. “Fino ad ora – dice Guaitolini – abbiamo tenuto un basso profilo per vedere se i contatti avviati avrebbero portato a risultati concreti. Ma il tempo delle parole e’ ormai scaduto”. Continua il segretario: “La situazione e’ estremamente complessa e vede a rischio non solo 100 posti di lavoro, ma anche la perdita delle ultime cooperative di produzione presenti sul territorio reggiano”.

Per questo “ci rivolgiamo in primo luogo a Legacoop perché il principio della mutualita’, alla base del movimento cooperativo deve trovare reale risposta in questi momenti per non scaricare solo sui soci lavoratori gravi colpe della dirigenza”. Infatti, continua Guaitolini, “errori gravissimi ed evidenti hanno dilapidato un patrimonio finanziario (10 anni fa Coopsette era tra le aziende piu’ patrimonializzate d’Europa) ed ora stanno dilapidando un capitale umano e di professionalita’”.

Pertanto, chiude il segretario della Fiom, “non ci sono mesi o settimane: le risposte concrete, se ci sono, devono venir fuori a giorni. Altrimenti qualcuno si dovra’ assumere la responsabilita’ di aver disintegrato il tessuto produttivo cooperativo e dato da bere ai lavoratori l’amaro calice della perdita dell’occupazione”.

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