Punto nascite S. Anna, la Regione non cede: va chiuso

L'assessore regionale Venturi oggi in aula: "L'unico criterio che verra' seguito sara' la garanzia della piena sicurezza per le madri e i loro bambini"

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Nella scelta se mantenere o meno il punto nascita di Castelnovo Monti, sull’appennino reggiano, “l’unico criterio che verra’ seguito sara’ la garanzia della piena sicurezza per le madri e i loro bambini”. Lo assicura l’assessore regionale alla Sanita’ Sergio Venturi, di fronte ai residenti dei comitati arrivati numerosi nell’aula dell’Assemblea legislativa per protestare contro la eventuale chiusura del punto nascita.

I numeri non sono a suo favore: a fronte dei mille nati l’anno stabiliti come soglia per mantenere il punto nascita, nell’ospedale Sant’Anna sono nati 139 bambini da gennaio a novembre dello scorso anno ed erano stati 159 in tutto nel 2015. “La Regione – dice Venturi – e’ pienamente consapevole degli ospedali nelle zone di montagna”. Per questo e’ favorevole ad un “progetto di potenziamento dell’ospedale”, che preveda di “rafforzare i servizi sul territorio”.

Interessati al potenziamento, tra l’altro, l’area emergenza, la chirurgia e anche “l’assistenza alle mamme prima e dopo il parto”. Quanto al punto nascite, chiarisce pero’ Venturi, la Regione si atterra’ al responso della commissione consultiva sui punti nascita. Insoddisfatto il consigliere M5s Gian Luca Sassi, autore della interrogazione insieme a Yuri Torri di Sel.

“Stando a cio’ che dice la Usl – obietta Sassi – si risolvera’ tutto con l’elisoccorso. Ma una decisione va presa, cosi’ restiamo ancora nel limbo. Sfido chiunque soprattutto in inverno stando a Castelnuovo ad andare a partorire a Reggio Emilia, a 70 chilometri. Credo che prolifereranno i parti in casa”. Molto critico anche Torri, contrario alla chiusura e anch’egli applaudito dai comitati: “Bene che non si siano ancora prese decisioni, ma si deve agire in deroga viste le caratteristiche particolari del territorio” (fonte Dire).