Parcheggio ospedale, giro di vite contro gli accattoni

Da lunedì attivo un presidio della polizia municipale. Ieri un nuovo blitz della questura. I poliziotti ora hanno anche lo spray al peperoncino

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REGGIO EMILIA – Da lunedi’ scorso la Polizia municipale di Reggio Emilia ha attivato un servizio di presidio fisso antiaccattonaggio nel parcheggio dell’ospedale Santa Maria, con un’unita’ mobile e una pattuglia a piedi presente ogni giorno dalle 8 alle 18. E’ la misura straordinaria promessa dal comandante Stefano Poma e annunciata oggi, che proseguira’ per tutta questa settimana e si valuta per la prossima.

“Un provvedimento che come avevamo annunciato – spiega il comandante – voleva dare tranquillita’ ai cittadini, molti dei quali sono gia’ venuti a chiedere informazioni e a segnalarci problematiche”. Intanto ieri i vigili, insieme ai colleghi della Polizia di Stato hanno replicato il blitz di qualche giorno fa nel parcheggio, per identificare e allontanare gli accattoni che importunano gli automobilisti.

L’operazione, per quanto riguarda gli uomini della Questura reggiana, ha coinvolto una pattuglia e tre reparti straordinari del nucleo Prevenzione crimine, con controlli non solo all’ospedale, ma anche in piazza Vallisneri e piazza 24 maggio. La Polizia ha fermato e identificato un senegalese di 40 anni non in regola con il permesso di soggiorno e con precedenti per reati contro il patrimonio, che e’ stato rilasciato, ma su cui ora pende l’ordine del Questore di abbandonare l’Italia.

Il provvedimento di espulsione prefettizio non ha infatti avuto corso perche’ non c’era posto nel centro per l’identificazione ed espulsione (Cie). Identificato e rimesso in liberta’ anche un giovane richiedente asilo proveniente dalla Nigeria. Nel complesso quindi, commenta il commissario capo Francesco Baiano che dirige l’ufficio Immigrazione della Questura, “l’operazione non ha presentato criticita’”.

E si apprende che, da oggi, tra le dotazioni degli agenti della Questura di Reggio Emilia c’e’ anche lo spray al peperoncino. Il “dispositivo all'”Oleoresin Capsicum”, cosi’ si chiama la bomboletta che si sta adottando in tutta Italia, potra’ essere impiegato solo quando ogni altro tentativo di dissuasione sara’ fallito e quando sara’ necessario fronteggiare un’azione violenta, nei confronti di soggetti ritenuti “pericolosi”.

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