Lime Theatre a rischio, il M5S promette battaglia

Non c'e' l'accordo tra la coop La Bussola e la società Medials. Cantamessi e Guatteri: "A chi dà fastidio? Presenteremo un documento in consiglio comunale a sostegno di questa esperienza culturale a costo e cemento zero"

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REGGIO EMILIA – Non c’e’ l’accordo tra la cooperativa La Bussola, vincitrice dell’appalto sugli eventi nelle fiere di Reggio Emilia e la societa’ Medials, che in uno dei capannoni di via Filangeri ha installato un vero e proprio teatro (il Lime Theater). Realta’ che nonostante il successo di pubblico potrebbe ora chiudere i battenti. Ma il Movimento 5 stelle reggiano non si rassegna e promette battaglia in sala del Tricolore.

“L’esperienza del Lime Theater e’ un grande successo che ha dimostrato cosa significhi rigenerazione e riutilizzo di spazi esistenti per fare cultura e spettacolo. Si tratta di un’esperienza che ha coinvolto migliaia di persone di Reggio e da fuori provincia, che potrebbe convivere benissimo con un calendario fieristico e il rilancio della zona”, dicono i consiglieri Ivan Cantamessi e Alessandra Guatteri. “Ma a chi da’ fastidio? – si domandano -. Forse al Pd e chi ha altri progetti che prevedono megastrutture sovradimensionate e con grande consumo di suolo verde”.

Non convince i pentastellati anche “l’esperienza nella gestione di Fiere di una realta’ come La Bussola, che, se non abbiamo capito male, opera nel campo delle affissioni. Sorge il sospetto che tutta questa operazione culminata nell’affidamento a questa cooperativa della gestione dei padiglioni fieristici non sia altro che una soluzione cuscinetto per fare digerire ai reggiani la chiusura dei capannoni e la loro destinazione ad altri usi”.

Quindi, proseguono Guatteri e Cantamessi, “il successo del Lime Theatre crea fastidio. È la dimostrazione dell’assenza di idee politiche rilevanti per Reggio da parte di questa giunta. Ci chiediamo anche quale sia l’opinione in merito del mondo economico reggiano, albergatori, ristoratori e imprese”. E concludono: “Presenteremo un documento in consiglio comunale a sostegno di questa esperienza culturale a costo e cemento zero. Basta progetti folli e megalomani. La citta’ rinasce con una cultura innovativa e di buon senso”.

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