Il no al referendum costa all’Anpi 196 iscritti

Domenica riparte il tesseramento con il presidente nazionale Smuraglia

REGGIO EMILIA – Schierarsi per il no al referendum costituzionale e’ costato all’Anpi reggiano 196 tessere. Tanti sono infatti gli iscritti che nel 2016 hanno deciso di non rinnovare la tessera in dissenso con la linea sulla consultazione per le riforme costituzionali. Con 516 tessere totali non rinnovate (inclusi 97 deceduti e 223 per varie ragioni) e 304 nuovi tesserati, l’associazione dei partigiani provinciale ha quindi chiuso il bilancio dell’anno scorso con 212 iscritti in meno rispetto al 2015 (4.220 contro 4.432).

I numeri delle 51 sezioni dislocate in 10 zone della provincia di Reggio Emilia li fornisce oggi il presidente Ermete Fiaccadori alla vigilia della nuova campagna del tesseramento che iniziera’ domenica prossima con un’assemblea pubblica all’hotel Astora alle 10.30. Ospite speciale dell’evento sara’ il presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia, che torna per la prima volta a Reggio Emilia dopo l’attivo dei delegati della Cgil reggiano promosso qualche mese fa sul referendum.

Ancora sui numeri, l’Anpi puo’ vantare tra i suoi iscritti anche alcuni ultracentenari e 15 “amici dell’Anpi” minorenni. La zona con il maggior numero di tesserati e’ quella della citta’ con 11 sezioni e 1.010 affiliati, ma e’ positivo anche il dato della montagna con 370 iscritti. Sul calo delle tessere, in percentuale del 4,7% contro il 68% di nuove iscrizioni, Fiaccadori commenta: “Al netto della vicenda del referendum avremmo in sostanza confermato il dato del 2015 e, proprio da qui, intendiamo ripartire per il rilancio e crescere ancora”. L’occasione dell’incontro con Smuraglia, tra l’altro, sara’ utile “per inziare a ragionare anche del tema dei nuovi referendum promossi dalla Cgil sul lavoro”.

Fiaccadori lancia anche un messaggio distensivo per la “Giornata del Ricordo”, quando a Reggio si svolgera’ una manifestazione della destra per ricordare le vittime delle Foibe e un corteo di risposta del centro sociale Aq16. “Quella delle Foibe- dice- e’ una vicenda che non va dimenticata e che e’ stata colpevolmente sottaciuta per molti anni. Ma non puo’ essere sottratta dal contesto storico degli eventi degli anni precedenti, che hanno poi portato ad un eccidio nella tragedia di quell’area”.

I responsabili delle Foibe, prosegue il presidente, “vanno condannati nel modo piu’ assoluto sul piano morale e storico per la giustizia sommaria che hanno messo in atto. Ma l’idea che i fascisti fossero brava gente puniti dai comunisti di Tito e’ una ricostruzione di parte che non tiene conto delle violenze degli anni precedenti, compiute in nome dell’italianizzazione di quei territori”. Per riportare tutto nel giusto contesto “faremo un’iniziativa ad hoc”, annuncia il presidente. Dopo le manifestazioni per la “Giornata del Ricordo” che si terranno in mattinata, l’Anpi iniziera’ la raccolta delle prime adesioni con un banchetto in piazza del Monte, dalle 15 alle 18.30.