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Il biglietto da visita di Reggio: plexiglass grigi e piante rinsecchite

La riqualificazione di uno spazio, come quello della stazione, al di là dei proclami, passa anche dall'estetica. Difficile che possano accadere cose belle in mezzo a tanta bruttura

REGGIO EMILIA – Pali in plexiglass grigi e piante rinsecchite. E’ questo il biglietto da visita della rotonda di piazzale Marconi, inaugurata nell’ottobre scorso, quando il visitatore esce dalla vecchia stazione ferroviaria. Il brand cittadino “We A-Re Reggio Emilia”, che campeggia davanti, peggiora le cose perché, a pensare che questa sia davvero Reggio Emilia, una città rappresentata da erbacce rinsecchite e pali grigi in plexiglass, c’è da sentirsi male.

L’effetto deve essere sicuramente migliore la notte, quando i pali si illuminano e la vegetazione non si vede, ma non è una consolazione. Si leggeva, a suo tempo, nel comunicato dell’amministrazione: “La verticalità dei pali luminescenti è accompagnata da una vegetazione costituita da erbacee (sarebbe meglio dire erbacce, ndr) perenni, che si estende in prevalente senso orizzontale, composta con l’intento di dare naturalità e spontaneità allo spazio: una sorta di ‘pieno’ vegetale”. Diciamo che il risultato si commenta da solo.

La nuova rotatoria e le nuove piantumazioni sono state realizzate con un investimento di 70.000 euro, per circa l’80% con risorse private. I pali in plexiglass, quando sono spenti, sono di una bruttezza rara. Si spera che almeno qualcuno sostituisca le piante e le innaffi, di tanto in tanto. La riqualificazione di uno spazio, come quello della stazione, al di là dei proclami, passa anche dall’estetica. Difficile che possano accadere cose belle in mezzo a tanta bruttura.