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Ex Polveriera, presto l’apertura di un bar e di un ristorante

La società a "Reggio Civitas": piani rispettati e l'Ufficio distrettuale una ricchezza

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REGGIO EMILIA – Ultime settimane di lavoro, nella ex Polveriera di Reggio Emilia, per il completamento della ristrutturazione e del recupero promosso dalla cordata di cooperative sociali di cui è capofila il Consorzio Oscar Romero.

“A quasi un anno di distanza dall’avvio dell’attività del centro diurno e residenziale per disabili, seguito dall’insediamento di laboratori socio-occupazionali e spazi per il co-working – sottolinea il presidente della società La Polveriera e direttore del Consorzio Romero, Leonardo Morsiani – nel mese di aprile, nel secondo capannone oggetto di recupero, si avvieranno le attività di un bar e di un ristorante, ovviamente aperti, come tanti altri spazi di questo luogo restituito alla fruizione pubblica, a tutto il quartiere e a quanti vorranno scoprire questo luogo che è stato rianimato per funzioni ben diverse rispetto a quelle militari che le determinarono l’origine”.

Nelle prossime settimane – e l’accordo è di queste ore – nella Polveriera si insedierà anche l’attività distrettuale dell’Uepe, realtà periferica del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia, attualmente collocato in via Paradisi, tra la via Emilia Ospizio e via Turri.

“Un insediamento importante – spiega Morsiani – anche a livello simbolico, perchè rappresenta fattore di legalità e virtuoso esempio dell’azione dello Stato a presidio del corretto svolgimento delle sanzioni penali non detentive e delle misure alternative alla detenzione”. A fronte delle contestazioni mosse dall’Associazione Reggio Civitas rispetto all’apertura dell’Uepe in Polveriera, dal presidente del Consorzio Oscar Romero, Valerio Maramotti, giungono rassicurazioni.

“L’Ufficio statale, che non è gestito dal Consorzio, ma dal Ministero della Giustizia – spiega Maramotti – esercita funzioni di aiuto e di controllo sulle persone affidate in prova ai servizi sociali e sui detenuti domiciliari, assicurando vigilanza sull’applicazione, la modifica, la proroga o la revoca delle misure a carico di quanti stanno sperimentando percorsi di riscatto e di reinserimento.”.

“Chi accede a queste misure – prosegue Maramotti – ha dunque motivazioni che lo spingono lontano dal crimine e, scontando una pena anche attraverso lavori di pubblica utilità, riprende una relazione con persone o comunità che può aver ferito con errori che, comunque, non possono essere oggetto di un sospetto, di un rifiuto o di una condanna perpetua o peggiore di quella che avviene con la detenzione”.

“Insieme a questo primo e fondamentale aspetto – conclude Maramotti – sussiste tutto il lavoro dell’Uepe, la cui presenza a Reggio Emilia si è rivelata in questi anni un elemento di forte rassicurazione, di garanzia e di tutela per tutti i cittadini”.
Mentre si completano gli insediamenti (e i primi saranno ristorante e bar, così come previsto nel progetto originale), le coop sociali che hanno dato vita alla società La Polveriera stanno intanto lavorando anche sul programma di eventi e di attività che sarà proposto alla cittadinanza per la primavera-estate 2017.

“Si è appena conclusa – osserva Morsiani – l’esposizione della mostra fotografica di Luigi Ottani, “Scappare la guerra”, reportage fotografico del confine greco-macedone, mentre stanno avviandosi in questi giorni laboratori ed atelier di vario genere (musica, espressività, foto-arte terapia, teatro) per adulti, bambini e professionisti, con un programma specifico tra l’altro per famiglie con genitori di bambini con disabilità”.

“L’imminente apertura dei nuovi spazi commerciali pubblici, e tra questi anche un negozio di oggetti di design – anticipa Morsiani – ci consentirà di arricchire ulteriormente un calendario di eventi che già nel 2016 ha portato in Polveriera oltre 5.000 persone”.

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