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Da Paul Strand a Kandinsky, la road map 2017 di Palazzo Magnani

E' stata presentata stamattina in Conferenza stampa il nuovo assetto istituzionale e organizzativo della Fondazione Palazzo Magnani, funzionale ad assumere un progressivo impegno nell’organizzazione dei principali eventi culturali cittadini

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REGGIO EMILIA – A tre mesi dall’insediamento, il nuovo CDA della Fondazione Palazzo Magnani – formato da Davide Zanichelli (Presidente), Maria Grazia Diana, Gianpiero Grotti, Manuela Pecorari e Alberto Peroni – presenta alla città il piano di lavoro dei mesi futuri e la programmazione culturale 2017.

I primi mesi del mandato sono serviti a definire il nuovo assetto istituzionale e organizzativo, funzionale ad assumere un progressivo impegno nell’organizzazione dei principali eventi culturali  cittadini: Fotografia Europea, Restate e la grande mostra invernale 2017-2018. Dopo quasi vent’anni trascorsi tra le mura di Corso Garibaldi 31, a partire dal 2017 la Fondazione inizierà a progettare e gestire iniziative anche in altre aree cittadine, inaugurando una nuova stagione di relazioni e partnership tra istituzioni e soggetti in diversi modi impegnati nel mondo della cultura, dell’educazione, della ricerca e dell’economia.

L’azione della Fondazione, che a breve vedrà la costituzione di un rinnovato Comitato Scientifico, sarà improntata a corrispondere e interpretare una radicata vocazione della città di Reggio Emilia, la vocazione alla contemporaneità. Intesa non come categoria della storiografia artistica, ma come approccio alla sperimentazione, alla contaminazione delle discipline e dei saperi, alla generazione di senso e significati nuovi a partire dalla più potente delle forme di espressione: l’immagine.

L’immagine, in tutte le sue forme e nelle diverse modalità di dialogo con le arti performative, le discipline scientifiche e le progettualità cittadine orientate alla socialità e alla cura delle persone  (incluse le più fragili) consentirà alla Fondazione Palazzo Magnani di rivestire un ruolo di vero e proprio playmaker dell’ambito culturale, capace di tracciare rotte sistemiche tra le risorse presenti in città e in grado, nel medio periodo, di sollecitare e favorire la nascita di nuove.

La stagione si aprirà tra pochi giorni, il 10 di febbraio in Sinagoga, con l’inaugurazione della mostra Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana.  Una mostra accurata e appassionante che ripercorre la vita, la storia e il lavoro di due maestri della grafica italiana Albe e Lica Steiner che proprio a Reggio Emilia, culla del movimento cooperativo nonché sede del primo magazzino a libero servizio Coop, hanno lasciato una traccia importante con la creazione nel 1963 del marchio originale COOP.

Il materiale esposto testimonia l’impegno professionale e civile degli Steiner, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con la didattica e la comunicazione sociale. A marzo chiuderanno i battenti della mostra sul Liberty in Italia, che ha già raggiunto eccellenti risultati in termini di affluenza, con visitatori da tutta Italia, e il sold out delle prenotazioni di visite guidate e didattica per scuole e gruppi organizzati.

Il testimone sarà passato poi alla XII edizione di Fotografia Europea, che aprirà il 5 maggio. Curata da Elio Grazioli, Walter Guadagnini, Diane Dufour, “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro” è la traccia che condurrà il visitatore tra esposizioni di grande rilievo. Prima tra tutte la mostra Paul Strand-Cesare Zavattini. “Un paese”. La storia e l’eredità che presenterà le straordinarie foto originali e alcuni inediti di Paul Strand, provenienti da prestigiosi musei internazionali (Centre Pompidou, Paris; MAPFRE, Madrid; Center Creative of Photography, Tucson Arizona; Philadelphia Museum of Art; The Aperture Foundation di New York).

L’esposizione illustrerà come “Un paese” sia stato fonte di ispirazione per diversi autori, fotografi, scrittori e artisti (saranno esposte opere di Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Stephen Shore, Olivo Barbieri, Vittore Fossati, Claudio Parmiggiani) e come questi abbiano preso spunto dal volume, divenuto esemplare nella storia della fotografia e nella letteratura per l’apollineo rapporto tra immagine e scrittura.

Ai Chiostri di San Pietro troveranno spazio le mostre dedicate allo studio e archivio di Berengo Gardin, alle foto d’archivio, pubblicazioni e progetti di Fabrica by Colors-Benetton, al progetto curatoriale Les nouveaux encyclopédistes di Joan Fontcuberta e al focus sul paese ospite che quest’anno sarà il Sud Africa con una raccolta di 100 fotografie per 100 anni di storia tra la fine della prima guerra mondiale e i giorni nostri.

A Palazzo da Mosto si terrà una mostra collettiva con la produzione dei più interessanti fotografi emergenti europei: Daniel Blaufuks, Alessandro Calabrese, Kurt Caviezel, Edmund Clark, David Fathi, Agnès Geoffray, Teresa Giannico. Si confermano anche per il 2017 le importanti collaborazioni sull’asse della Via Emilia. Durante lo svolgimento di Fotografia Europea sono stati previsti progetti che diano continuità all’evento reggiano, a cura dello CSAC  (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) di Parma, della Collezione Maramotti di Reggio Emilia, della Fondazione Fotografia di Modena e del Fondazione MAST di Bologna.

A partire da Giugno inizieranno gli appuntamenti che ci faranno compagnia per tutta l’estate. Si terrà la II^ edizione di Estasia, rassegna cinematografica dedicata all’Oriente, seguita dal ricco cartellone del Restate 2017, dove cinema, musica, danza e incontri letterari e teatrali riempiranno le piazze e i quartieri della città. L’ultimo appuntamento dell’anno sarà a novembre, quando aprirà – dall’11 novembre 2017 al 25 febbraio 2018 – una grande mostra prodotta dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con Skira Editore di Milano: KANDINSKY→CAGE. Musica e spiritualità nell’arte.

La mostra intende proporre un’ampia selezione di opere di Kandinsky – dipinti, opere su carta, documenti, bozzetti, fotografie –  correlandone la presenza a quella delle opere di musicisti, drammaturghi, architetti, filosofi. Il percorso si sviluppa attraverso aree tematiche ed affonda su grandi interpreti della musica e della spiritualità nell’arte: Max Klinger, Constantin Ciurlionis, Paul Klee, Arnold Schoenberg, Alexander Scriabin, Marcel Duchamp, Oskar Fischinger, Bruno Munari, Piet Mondrian, Fausto Melotti e altri. La mostra si conclude con un omaggio a John Cage. Le opere provengono dai più importanti musei del mondo: Centre Georges Pompidou, Parigi; Museo Lenbachhaus, Monaco di Baviera; Schoenberg Center, Vienna; Ciurlionis National Art Museum, Kaunas e da collezioni private italiane e straniere. L’evento espositivo consentirà di inaugurare un nuovo modo di intendere la mostra d’arte, aprendosi alle collaborazioni con la Fondazione I Teatri (all’interno del Festival Aperto saranno ospitati appuntamenti che introdurranno le tematiche della mostra), prevedendo percorsi didattici innovativi, percorsi mostra pensati per visitatori con abilità diverse, incontri ed eventi collaterali in grado di estendere le tematiche della mostra verso campi del sapere direttamente coinvolti: fisica della luce, letteratura, terapia.

La Fondazione Palazzo Magnani, infine, intende porre al centro del dibattito in città anche il tema di nuove modalità di coinvolgimento e di partecipazione alle attività culturali. In questo senso sono in fase di studio sperimentazioni e proposte per dar modo a tutti i soggetti disponibili (cittadini, aziende, associazioni, istituzioni) di contribuire allo sviluppo delle iniziative del territorio, fondamentali per la crescita spirituale degli individui e la salute del corpo sociale. Nei prossimi mesi saranno definiti momenti di incontro e di confronto con chi vorrà approfondire queste  tematiche, informando sulle opportunità legate al sostegno, alle convenzioni, alle sponsorizzazioni e alle donazioni liberali.

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