Crisi Artoni, il primo marzo il vertice al ministero

Il Pd: bene l'impegno della Regione nella vertenza

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REGGIO EMILIA – È convocato per domani a Roma il tavolo di salvaguardia al ministero dello Sviluppo economico che potrebbe portare a una soluzione della crisi della Artoni, l’importante azienda di logistica reggiana il cui tracollo comporterebbe la perdita di oltre 3000 posti di lavoro, tra dipendenti diretti (570) e lavoratori dell’indotto (circa 2500 tra autotrasportatori, ‘padroncini’ e facchini).

La situazione della Artoni e’ al centro di un’interrogazione firmata dai consiglieri Pd Roberta Mori, Silvia Prodi, Antonio Mumolo, Stefano Caliandro, Enrico Campedelli, Luciana Serri e Luca Sabattini, che hanno chiesto alla Regione di esercitare un ruolo attivo nella vertenza al fine di agevolare una soluzione positiva per tutti lavoratori interessati, dopo che la trattativa per la cessione del gruppo alla Fercam di Bolzano si e’ arenata.

Gia’ nei giorni scorsi l’assessore regionale alle Attivita’ produttive Palma Costi aveva annunciato l’impegno a mettere a disposizione “tutti gli strumenti legislativi utili in questa fase di transizione, principalmente  gli ammortizzatori sociali difensivi, in coerenza con il Patto per il lavoro” e di valutare un incontro specifico con le rappresentanze dell’indotto.

Per le consigliere reggiane Roberta Mori e Silvia Prodi “l’impegno della Giunta regionale e’ all’altezza della gravita’ della situazione sociale determinata da questa crisi” ed e’ “per noi positiva la disponibilita’ ad un incontro mirato con le rappresentanze dell’indotto, perche’ e’ solo riaffermando ogni giorno e in ogni occasione il metodo del Patto per il lavoro che si tutelano le lavoratrici e i lavoratori emiliani”.

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