Credem, utile di 131 milioni nel 2016

L'istituto si conferma come una delle banche più solide e con i più forti fondamentali del sistema bancario italiano

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REGGIO EMILIA – Solidità ai massimi livelli del sistema con un coefficiente ampiamente superiore al minimo assegnato dalla Bce (Cet1 al 13,15% rispetto al 6,75% minimo assegnato, in linea con le attese di Banca Akros), prestiti ai clienti in crescita del 4,6% con una qualità dell’attivo tra le più elevate tra le banche italiane (rapporto sofferenze nette/impieghi netti pari all’1,46%), continui investimenti sulle persone con 280 assunzioni, crescita costante dei clienti (112 mila nuovi clienti nel 2016) e della raccolta (4,4 miliardi di euro in più nel 2016), circa 40 milioni di euro di investimenti in innovazione e tecnologia.

Questi i principali numeri registrati nel 2016 dal gruppo Credem  che, in un contesto economico generale ancora molto incerto, ha continuato a generare una consistente redditività con 131,9 milioni di euro di utile netto consolidato dopo aver accantonato oltre 37 milioni di euro al lordo dell’effetto fiscale al Fondo nazionale per la risoluzione ed al Fondo di garanzia dei depositi (-20,6% rispetto all’utile del 2015 pari a 166,2 milioni di euro, dato che presentava però un’importante componente straordinaria derivante dal riposizionamento del portafoglio titoli di proprietà). Un utile comunque superiore del 13% alle attese di Banca Akros grazie alla più forte performance operativa.

Significativa, inoltre, la redditività del capitale proprio con un Roe al 5,4%. Credem  si conferma, quindi, come una delle banche più solide e con i più forti fondamentali del sistema bancario italiano, capace di far crescere i ricavi, nonostante lo scenario di bassi tassi d’interesse, e di registrare nel 2016 un costo del credito veramente basso (32bps, sotto i 39bps stimati da Banca Imi, i 34bps di Ubs e i 40bps previsti dalla banca).

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