Bosch, tregua armata fra azienda e sindacati

Giovedì il tavolo di incontro dopo l'annuncio di licenziamenti e primi scioperi

REGGIO EMILIA – Passo indietro dell’azienda nella vertenza Bosch Rexroth. A fronte del pacchetto di 10 ore di sciopero e del blocco degli straordinari annunciati dalle Rsu e dal coordinamento Fim-Fiom-Uilm di Modena e Reggio Emilia nei tre stabilimenti di Nonantola, Pavullo e Vezzano sul Crostolo, ieri mattina Bosch ha infatti comunicato di essere disponibile ad un incontro con i sindacati (che si svolgera’ giovedi’ prossimo) a cui si era negata sino a pochi giorni prima.

La mobilitazione era stata annunciata a fronte di un piano industriale presentato (ma inatteso) l’8 febbraio ai sindacati in cui l’azienda prevede, a fronte di una crescita di fatturato di oltre 20 milioni nel 2017 rispetto al 2016, una pesante ristrutturazione con 130 esuberi, aumenti della turnazione sino a 18 turni settimanali, esternalizzazione di parte delle lavorazioni a basso valore aggiunto (che corrispondono a circa il 25% del fatturato 2017) con i conseguenti esuberi, ma anche la possibile mobilita’ di maestranze tra i tre stabilimenti.

“Troviamo inaccettabile – afferma Simone Selmi coordinatore delle rappresentanza sindacali del gruppo Bosch – che a fronte di un aumento consistente di fatturato e di volumi produttivi (conseguenza della internalizzazione di alcune produzioni dalla Germania), siano previsti tagli occupazionali”. Inoltre, “questo piano e’ stato presentato nella fase conclusiva sul rinnovo del contratto aziendale, con una trattativa durata 18 mesi. L’azienda ha fatto la richiesta di un maggior utilizzo degli impianti con l’ausilio di 18 turni e da parte nostra – continua il sindacalista – c’era la disponibilita’ ad affrontare il tema, ma il maggior utilizzo degli impianti doveva essere vincolato a nuove assunzioni, stabilizzazioni dei precari, riduzioni di orario e aumenti salariali”.

Il nuovo piano invece, sottolineano Fiom-Fim-Uilm, “fa saltare tutti i punti su cui era imperniata la trattativa, a cominciare dal percorso che sembrava essere condiviso sino a pochi giorni fa dall’azienda, di stabilizzazione di diverse di decine di lavoratori in somministrazione. Inoltre l’azienda si era anche impegnata a rinunciare all’utilizzo di lavoratori in staff leasing, cosa che invece e’ riemersa nella presentazione del piano industriale”. Dall’incontro di giovedi’ prossimo i sindacati si aspettano quindi che Bosch “riveda il piano industriale, ritiri gli esuberi e riapra un confronto vero sul contratto aziendale ripartendo da dove era stata sospesa la trattativa prima di Natale”.

Ma nel caso l’azienda non si presentasse al tavolo con “novita’ sostanziali”, la vertenza “si inasprira’”. Rimane comunque invariato il blocco dello straordinari e di tutte le forme di flessibilita’. In questi giorni si stanno svolgendo le assemblee fra i lavoratori nei tre stabilimenti per informarli sul piano aziendale dell’8 febbraio e per decidere l’attuazione del pacchetto di 10 ore di sciopero.