Bosch, spunta un piano da 130 esuberi

Sindacati sul piede di guerra: stop agli straordinari e dieci ore di sciopero in vista

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VEZZANO (Reggio Emilia) – Blocco degli straordinari e dei sabati lavorativi e 10 ore di sciopero con modalita’ gestite sui territori. Sono le misure con cui le Rsu dell’azienda Bosch Rexroth degli stabilimenti di Modena e Reggio Emilia (Vezzano sul Crostolo), e i sindacati di categoria Fiom-Cgil di Reggio e Modena, Fim-Cisl Centro Emilia e Uilm Modena, rispondono alla rottura delle trattative sul contratto integrativo aziendale e, per contro, alla presentazione a sorpresa dell’azienda di un nuovo piano industriale.

Il documento illustrato ieri ai sindacati prevederebbe infatti 130 esuberi, l’aumento dei turni fino a 18, la revisione dei processi produttivi, il taglio del fatturato non a valore, e l’esternalizzazione di parte delle lavorazioni che potrebbe provocare una mobilita’ delle maestranze fra i vari stabilimenti distanti tra di loro oltre 50 chilometri. L’azienda prevede inoltre di integrare il personale eventualmente mancante con l’utilizzo di somministrati “perdurando nella logica di precarieta’ che si era impegnata a dismettere e di fatto giungendo ad un percorso di effettiva sostituzione di personale fisso con personale precario”.

Insomma “vengono stravolti tutti gli sforzi che in 18 mesi avevano prodotto un sostanziale affidamento condiviso su molti temi”, sostengono i sindacati, che sottolineano come “l’area italiana della Bosch e’ in crescita e risponde bene alle esigenze industriali, ma rischia di soccombere sotto la sola logica del “piu’ profitto” senza tenere conto della conciliazione di vita e lavoro, del sostegno ricevuto dai territori e, non ultimo e marginale, dalle lavoratrici e dai lavoratori”.

Le nuove azioni di protesta seguono una prima giornata di mobilitazione andata in scena ieri e saranno discusse a breve in assemblea con il lavoratori. Nel frattempo le organizzazioni sindacali, pur rimanendo disponibili alla prosecuzione del confronto senza interrompere la mobilitazione, “considerano il tavolo fortemente compromesso ed auspicano il ritorno a progetti condivisi che ripartano da quanto gia’ assodato a dicembre scorso, considerando prioritaria la riduzione dei precari, l’aumento dell’occupazione e l’investimento sulle risorse umane”.

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