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Banco Emiliano, via libera alla fusione: Alai getta la spugna

Da oggi ufficialmente l'istituto di credito non esiste più e si è fuso in Emil Banca. Paola Pizzetti in pole per la vicepresidenza

REGGIO EMILIA – Via libera alla fusione tra Banco Cooperativo Emiliano ed Emil Banca, che avrà effetto dal prossimo 1° aprile. Fra i cinque nomi che saranno nel cda, uno dei quali diventerà vicepresidente, non c’è, come già si sapeva, Giuseppe Alai, per 20 anni presidente di Banco Emiliano. Per quel che riguarda la vicepresidenza, in pole position c’è Paola Pizzetti, uno dei candidati reggiani al Cda. Insieme a lei ci sono Paride Barani, Alessandro Greco, Carlo Malvolti e Giovanni Spagna. L’assemblea comune, che si terrà nelle prossime settimane, eleggerà il nuovo cda in cui, salvo sorprese dell’ultimo minuto, ci saranno questi cinque nominativi.

L’assenso definitivo è giunto dalle Assemblee straordinarie delle due Banche di Credito Cooperativo, che hanno approvato il progetto che porterà alla nascita della più grande Banca di Credito Cooperativo del Centro Nord (la seconda in Italia), forte di un capitale sociale  di oltre 97 milioni,  impieghi lordi per 2,7 miliardi di euro, una raccolta totale di circa 4,7 miliardi di euro, un patrimonio complessivo di circa 306 milioni di euro e di una massa amministrata superiore ai 7 miliardi di euro.

I 2.814 soci di Banco Cooperativo Emiliano (che complessivamente ne conta oltre 20.000) presenti all’Assemblea alle Fiere di Reggio Emilia (1.444 in sala e 1.370 per delega, divenuti ) si sono espressi con voto palese, approvando il progetto di fusione a larghissima maggioranza. I voti favorevoli sono stati 2.786, i contrari 17 e le astensioni 11.

Nella relazione introduttiva del Consiglio di amministrazione sono stati riassunte le ragioni e gli obiettivi della fusione, sostenuta dal Fondo temporaneo del Credito Cooperativo con un intervento complessivo di 126,5 milioni, di cui 96,5 destinati a Banco Cooperativo Emiliano (66,5 per l’acquisto di sofferenze e 30 per la sottoscrizione di uno strumento patrimoniale irredimibile) e 30 destinati alla nuova banca (che manterrà il nome Emil Banca).

Le operazioni su Banco Cooperativo Emiliano sono già state completate, ed è così che l’Istituto di Credito Cooperativo nato a fine 2013 dalla fusione tra Banca Reggiana e Banca di Cavola e Sassuolo si presenta alla fusione senza il peso delle sofferenze emerse proprio dopo l’integrazione del 2013.

“La nuova Banca – ha detto il presidente di Banco Cooperativo Emiliano – sarà orientata, con ancora maggior forza, ad un’attività di supporto creditizio e consulenza finanziaria rivolta al territorio, favorendo l’accesso al credito da parte delle famiglie e delle piccole e medie imprese locali, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e le condizioni di lavoro nei territori in cui opera”.

Emil Banca sarà presente in cinque province emiliane (Parma, Reggio, Modena, Bologna e Ferrara) e nel mantovano con 84 filiali, 137 mila clienti, 44 mila soci e oltre 700 dipendenti.

L'assemblea del Cda

L’assemblea del Cda

“Il nuovo Istituto – ha sottolineato Alai – sarà sgombro dal peso legato ad una crisi economica (con particolare riferimento all’edilizia) che ha determinato difficoltà diffuse sul sistema di credito nel suo complesso, e dopo la salvaguardia degli interessi dei soci, dei clienti e del territorio assicurata da Banco Cooperativo Emiliano anche in una situazione così pesante, Emil Banca potrà decisamente rilanciare il ruolo e l’azione della cooperazione di credito nelle nostre comunità”.

Dopo l’approvazione del progetto, l’Assemblea dei soci di Banco Cooperativo Emiliano ha proceduto all’elezione dei 5 candidati a comporre il Consiglio di amministrazione di Emil Banca in rappresentanza delle aree storiche di lavoro della cooperativa di credito reggiana, presente con 27 sportelli in provincia di Reggio Emilia, 5 nel parmense, 4 nel modenese, 2 nel mantovano.