Sanità, l’Ausl: “Non c’è nessuna emergenza meningite”

Ma è boom di richieste di vaccinazioni. Se ne faranno 15mila in più. Dalle 3 alle 5mila telefonate al giorno: attivate nuove linee telefoniche

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REGGIO EMILIA – In provincia di Reggio Emilia “non c’e’ nessuna emergenza meningite. Siamo in una situazione di assoluta normalita’ e le persone come i bambini e i cosiddetti pazienti crionici che soffrono di malattie che rendono piu’ vulnerabili saranno chiamati direttamente a casa”.

E’ il messaggio che Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Ausl reggiana, ha lanciato oggi per arginare la marea di richieste dei cittadini che, dall’inizio dell’anno, hanno preso d’assalto i centralini degli ospedali per avere informazioni o prenotarsi per il vaccino contro il meningococco di tipo B.

Al punto che, per rispondere alle 3-5.000 telefonate ricevute in media ogni giorno, l’Azienda sanitaria ha attivato delle nuove linee telefoniche, mentre il Servizio d’igiene pubblica e la Pediatria di comunita’ hanno dovuto far fronte alla situazione predisponendo sedute vaccinali apposite per soddisfare le numerose richieste. Questo si tradurra’, come spiega il pediatra Alessandro Volta del dipartimento di Cure primarie, in un aumento delle vaccinazioni di 15.000 unita’, in piu’ rispetto alle 35.000 che ogni anno anno vengono effettuate per la fascia di popolazione zero-14 anni. Per quanto riguarda gli adulti invece, se nell’intero 2016 sono stati fatti 6.500 vaccini, nei primi 20 giorni del nuovo anno ne sono stati effettuati 2.000.

Pur comprendendo le preoccupazioni dei cittadini, l’Ausl sottolinea pero’ come queste non trovino riscontro effettivo nei casi di infezione da meningococco registrati negli ultimi anni in provincia. Si parla infatti in media di due all’anno per gli adulti e tre-quattro per i bambini con criticita’ particolari. Situazioni peraltro isolate e non collegate tra loro, su cui le autorita’ sanitarie sono intervenute con gli appositi protocolli di profilassi.

Cosi’ ad esempio nei due casi registrati nei giorni scorsi a Scandiano (ma il ceppo del batterio non era quello dei casi registrati in Toscana) e a Casalgrande. Il costo della vaccinazione, viene poi ricordato, varia da 50 a 91 euro, mentre e’ gratuita per i bambini e per gli adolescenti fino a 18 anni. Nessuna spesa anche per chi soffre di particolari patologie: chi e’ privo di milza, e’ affetto da hiv o e’ immunodepresso.

La Regione ha poi anche stabilito di offrire gratuitamente la vaccinazione agli emiliano-romagnoli che si recano per motivi di studio o di lavoro in la Toscana, regione dove si sta verificando un aumento dei casi. Ad eccezione di chi sara’ chiamato a casa pero’ la vaccinazione negli adulti non e’ in generale raccomandata. Il contagio della malattia non avviene peraltro attraverso un semplice contatto come per il raffreddore ma e’ necessario che ci sia un’esposizione piu’ lunga.

Il batterio inoltre e’ fragile e non sopravvive all’ambiente esterno, motivo per cui “non e’ necessario disinfestare gli ambienti dove ha soggiornato chi ha contratto un’infezione da meningococco”. Nel nuovo piano regionale vaccinale che iniziera’ marzo, infine, il numero di batteri contro cui sara’ disponibile vaccinarsi sale da 11 a 15, compreso meningococco di tipo B (fonte Dire).

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