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Rigopiano, il bilancio sale a 25 vittime

Si contano 11 sopravvissuti, mentre il numero dei dispersi scende a 4

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REGGIO EMILIA – C’erano 40 persone nell’hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio, ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché al momento della slavina si trovavano all’esterno dell’albergo. Sono stati recuperati dagli uomini del soccorso alpino all’alba di giovedì scorso.

Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì e l’alba di sabato scorso, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. Le vittime al momento estratte sono invece 25: 13 uomini e 12 donne. Di queste ne sono state identificate 12: Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, Piero di Pietro e la moglie Barbara Nobilio, Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vagnarielli, l’amministratore dell’ hotel Roberto Del Rosso, il receptionist Alessandro Riccetti, il maitre Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D’Angelo, l’estetista Linda Salzetta. Ancora 4 i dispersi.

E sono 15 i corpi recuperati dai resti dell’hotel Rigopiano e attualmente all’obitorio dell’ospedale di Pescara. A questi si aggiungono le cinque salme già restituite alle famiglie, per un totale di 20, sulle 24 vittime estratte dalle macerie. Sono in corso gli accertamenti medico legali e le procedure di identificazione; poi la delicata fase della comunicazione ai familiari e del riconoscimento. I corpi recuperati nelle ultime ore o in corso di recupero dovrebbero arrivare in giornata in obitorio.

Nel pomeriggio, nel tribunale del capoluogo adriatico, è stato fatto il punto sull’inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo colposo: “Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio”, ha detto il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. “Al momento non ci sono indagati”, ha dichiarato il pm Tedeschini, che poi ha confermato che in giornata sono state effettuate “acquisizioni importanti” di materiale utile alle indagini.

“Sulla base delle informazioni in mio possesso, l’hotel era in possesso di tutte le autorizzazioni”, ha proseguito la Tedeschini. “La situazione complessiva, percepita dagli ospiti dell’hotel il 18 gennaio, era sicuramente di criticità, sia in mattinata sia, soprattutto, nel pomeriggio e c’era una diffusa volontà di lasciare l’albergo”: a dirlo il procuratore aggiunto Tedeschini rispondendo ad una domanda sulle prime testimonianze dei sopravvissuti. “Anche nella giornata precedente – ha proseguito Tedeschini – altre criticità erano state segnalate dal gestore dell’hotel, ma erano di altro tipo, ad esempio relative alla mancanza si gasolio e a problemi di viabilità”.

“I bollettini Meteomont sono stati regolarmente redatti, trasmessi e ricevuti dai destinatari istituzionali. Questo e’ un fatto certo”. Tedeschini ha annunciato che terrà il prossimo incontro con la stampa, per fare un nuovo punto sull’inchiesta, venerdì prossimo alle 15. Questo è un punto importante per l’inchiesta, per capire quali soggetti istituzionali abbiano effettivamente ricevuto per tempo, il 18 gennaio scorso, il bollettino che indicava un rischio valanghe 4 in una scala da 0 a 5.

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