Punto nascite S. Anna: “Sono i medici a dover viaggiare”

Il Comitato e le associazioni di volontariato dell’Appennino, riunite nel gruppo “Insieme per l’ospedale Sant’Anna” vogliono la deroga. Rubertelli e Bellentani: "No alla chiusura"

REGGIO EMILIA – Il Comitato e le associazioni di volontariato dell’Appennino, riunite nel gruppo “Insieme per l’ospedale Sant’Anna”, prendono atto delle ultime dichiarazioni alla stampa del direttore generale Ausl di Reggio, Fausto Nicolini,  che assumono un valore politico importante.

“Apprezziamo l’enorme eco che l’intervento di Nicolini ha prodotto”, affermano. E ricordano che “come da richiesta dell’assessore Venturi, è stato preparato un documento condiviso con tutti i sindaci della montagna a sostegno del punto nascita e di tutto l’ospedale Sant’Anna. Questa proposta, insieme alle firme dei cittadini e alla mobilitazione di tutta la montagna, è presupposto affinché la richiesta di deroga fatta alla Regione, e da inoltrare al Ministero, venga effettuata. E’ chiaro che a Castelnovo dal 2010 si nasce in sicurezza, come sottolineato dallo stesso Nicolini nel suo intervento al Tg Reggio di due anni fa, riferendosi all’accreditamento operativo dal 2010”.

Proseguono poi: “Il reparto di Castelnovo è a tutti gli effetti parte integrante del Santa Maria. Sta alla direzione sanitaria far turnare i medici, ovviando così alla problematica legata al numero dei 500 parti. Non sono le pazienti che devono viaggiare, come ha riferito lo stesso assessore Venturi in una sua recente dichiarazione alla stampa reggiana”.

Continuano: “Si chiede, con tutta la cittadinanza della montagna, a gran voce, che i tutti i soggetti politici ed istituzionali, più volti invitati ma dai quali non si ha mai avuto risposta, salgano sui monti per comunicare di persona ai cittadini le loro decisioni. Si invitano poi tutti i cittadini dell’Appennino a partecipare numerosi all’iniziativa in programma per sabato 4 febbraio, alle 20, al nuovo oratorio di Castelnovo Monti, a sostegno dell’intero ospedale”.

Rubertelli e Spallanzani: no alla chiusura
Sulla vicenda intervengono anche i consiglieri Civici Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani: “Reggio è capoluogo. Poco importa se la definiamo provincia o altro. Quello che conta è che in una pianificazione lungimirante, responsabile e sostenibile una città come Reggio Emilia non può concentrare in via esclusiva mega presidi legati alla sanità. Per questo come Alleanza Civica abbiamo depositato (in allegato) già da venerdì la mozione con cui chiediamo alla giunta e al sindaco di Reggio Emilia di affrontare con fermezza e chiarezza il contrasto all’eventuale chiusura o ridimensionamento (come sembra che oggi stia già accadendo) del Punto Nascita di Castelnovo Monti”.

Continuano i due consiglieri comunali: “È molto grave che sul piano sanitario da una parte si taglino con la scure servizi di prossimità dei territori e dall’altra si realizzino mega strutture a Reggio Emilia. Tale concentrazione è necessariamente limitante in accessibilità e comfort e, riteniamo, anche in sicurezza; inoltre è penalizzante per tutti coloro che vivono in montagna e non solo. Chiediamo che il PD, che governa a livello locale, regionale e nazionale, formalizzi al più presto la richiesta di deroga al Ministero della Sanità”.

E concludono: “Tutti siamo d’accordo sulla necessaria razionalizzazione dei costi ma i tagli vanno eseguiti  con i bisturi e non con l’ascia: soprattutto salvaguardando i servizi di prossimità”.