Nidi, obbligo vaccini retroattivo: chi sgarra salta l’anno

La Regione detta i tempi per mettersi in regola: e vale pure per i privati

REGGIO EMILIA – Nuovi iscritti e frequentanti, nidi pubblici e strutture private, servizi integrativi o anche solo ricreativi. Non sfugge nessuno dall’obbligo di vaccinazione in Emilia-Romagna. E chi non sara’ in regola non verra’ ammesso. Lo stabilisce la Regione, che prima di Natale ha approvato le linee guida per rendere operativa la norma approvata a novembre. Da alcuni Comuni, come Rimini, cominciano a levarsi perplessita’ sul possibile caos che verrebbe a crearsi. Ma in viale Aldo Modo si tira dritto.

“E’ un impegno che avevamo preso – spiega in una nota Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute – per far si’ che la legge potesse essere resa pienamente operativa. Lo ripeto, ancora una volta: i vaccini sono una delle piu’ importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina. Sono uno strumento efficace e sicuro per proteggere le persone, in particolare i bambini. E il nostro impegno e’ finalizzato a raggiungere questo obiettivo, perche’ non solo noi, ma la comunita’ scientifica internazionale, ha da tempo ribadito il ruolo essenziale dei vaccini per la prevenzione”.

Per questo, insiste l’assessore, “non potevamo rimanere indifferenti al dato secondo il quale in Emilia-Romagna si e’ scesi, da almeno un paio d’anni, sotto la soglia di sicurezza del 95% delle vaccinazioni. Era ed e’ nostro dovere fare cio’ che e’ possibile per riportare questo dato nei margini di sicurezza: lo stiamo facendo, perche’ vaccinare i bambini vuol dire proteggerli”. I destinatari sono i piccoli che, a partire dall’anno 2017-2018, frequenteranno gli asili nido (anche part-time), i micronidi, servizi integrativi come lo spazio bambini, i servizi domiciliari, i centri per famiglie e anche i servizi ricreativi.

L’obbligo di vaccinazione vale per tutte le strutture, sia pubbliche che private, per i nuovi iscritti e per chi gia’ frequenta, pena la non ammissione all’anno successivo. “L’ammissione/frequenza all’anno successivo non sara’ possibile senza presentazione del certificato vaccinale”, si legge nel documento licenziato dalla giunta Bonaccini. I genitori, una volta scelta la struttura in cui iscrivere il figlio, devono impegnarsi a farlo vaccinare.

E le linee guida della Regione dettano anche i tempi. Delle quattro obbligatorie (antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B) i bambini che si iscrivono al nido devono aver fatto una dose se hanno meno di sei mesi, due fino all’anno di vita e tre dosi per i bimbi fino ai 18 mesi. Si tratta di tempi dilatati rispetto al classico calendario vaccinale, che prevede la prima dose al terzo mese, la seconda dose al quinto mese e la terza dose all’11esimo mese di vita del bambino, perche’ si tiene “conto delle problematiche che possono ritardare” la puntura.

I bambini che vengono iscritti al nido prima dei sei mesi di vita vengono ammessi con riserva, con l’impegno da parte dei genitori a fare la prima dose entro il sesto mese. Chi si iscrive direttamente al secondo e terzo anno di nido, deve aver fatto almeno le prime due dosi prima di accedere, con l’impegno a completare il ciclo prima di iscriversi all”anno successivo. Anche chi gia’ frequenta dovra’ essere in regola con l’obbligo vaccinale. All’atto dell’iscrizione, i genitori dovranno presentare la certificazione sui vaccini effettuati rilasciata dall’Ausl. Nel caso il siero debba essere omesso o differito, l’esonero per motivi sanitari dovra’ essere certificato dal pediatra e autorizzato dall’azienda sanitaria.