Quantcast

Mafie, viaggio legale invade l’aula del processo Aemilia

L'auto del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla mafia nel 1985, stamattina fuori dal palazzo di giustizia. L'aula era piena di studenti

REGGIO EMILIA – L’aula del processo Aemilia piena come non mai di studenti e rappresentanti del sindacato, molti sindaci presenti, e l’auto del giornalista Giancarlo Siani vittima della camorra, simbolo di legalita’, parcheggiata in bella vista di fronte al palazzo di giustizia.

E’ iniziato cosi’ il “viaggio legale”, la manifestazione di tre giorni promossa dalla Cgil, che va in scena a Reggio Emilia fino a sabato con un fitto calendario di appuntamenti. Protagonista questa mattina Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso, che ha incontrato alcune classi di studenti. Proprio nel giorno in cui la Corte del processo si e’ pronunciata – respingendola – sulla richiesta degli imputati di chiudere le porte ai giornalisti, Siani commenta: “Penso che la loro richiesta sia arrivata nel momento sbagliato. Le cose bisogna raccontarle e credo che la manifestazione organizzata dalla Cgil aiutera’ anche i magistrati a decidere con equilibrio”.

Rispetto ad anni fa, prosegue Siani, “e’ tutto un altro mondo per fortuna. Oggi c’e’ molta piu’ attenzione della stampa ai fenomeni mafiosi e piu’ partecipazione dei cittadini”. Prima, conclude “io ero solo e cercavo giustizia per Giancarlo. Oggi sono lontano da casa e i ragazzi lo conoscono: e’ diventato un simbolo di legalita’”.