Mafie, Mora: “Contro infiltrazioni Reggio faccia di più”

Il segretario della Cgil: "Ora non basta, manca la volontà di agire insieme"

REGGIO EMILIA – Nel contrasto alle infiltrazioni mafiose Reggio Emilia deve fare di piu’. E’ il monito del segretario della Cgil provinciale, Guido Mora, espresso oggi a margine della presentazione della tappa reggiana di giovedi’ prossimo del “viaggio legale” in memoria del giornalista Giancarlo Siani. Mora evidenzia in particolare la mancanza di un impegno corale del territorio nel contrasto alle infiltrazioni e spiega: “E’ chiaro che qui a Reggio questo viaggio legale si caratterizza soprattutto per un’importante valutazione, esame e giudizio di quello che sta succedendo nella realta’ locale, anche a fronte del processo Aemilia che si sta facendo da ormai oltre un anno”.

Il sindacato, aggiunge il segretario, “e’ coinvolto direttamente perche’, come scritto nella sentenza del rito abbreviato di Bologna, dove c’e’ il sindacato non c’e’ criminalita’ organizzata e dove questa si e’ radicata, il sindacato non c’e’, perche’ e’ incompatibile”. Per questo “ci sentiamo sulle spalle un ruolo gravoso che a volte siamo riusciti ad affrontare, ma che certo non ci porta ad essere particolarmente ottimisti per il futuro: ad un anno dagli arresti i problemi, come ad esempio quello del riciclaggio di denaro, sono tutti aperti. Crediamo che occorra fare di piu’, non stiamo facendo a sufficienza”.

Nello specifico, aggiunge Mora, “il processo Aemilia deve darci la forza, l’indicazione e l’orientamento per aiutarci ad affinare le nostre capacita’ contro infiltrazioni”. In questo pero’, ravvisa il segretario, c’e’ ancora un vuoto da colmare. “Credo – conclude Mora – che manchi una volonta’ generale, che deve coinvolgere in primo luogo la politica e le istituzioni, ma anche tutte le strutture di rappresentanza sociale, per mettersi intorno ad un tavolo e vedere concretamente, sulla base nelle analisi giudiziarie, cosa ciascuno puo’ fare per la propria parte per elevare la soglia di attenzione rispetto a fenomeni di infiltrazione o peggio di integrazione criminale con la societa’ legale. Credo che sia questo il tema su cui tutti noi dovremmo fare un passo in avanti”.