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E’ caccia al terrorista di Istanbul: 39 morti, 69 feriti

Turchia scossa dall'ennesimo sanguinoso attentato. Barbuto fa irruzione in una famosa discoteca e spara sui clienti festanti. Tra gli scampati anche 5 italiani

INSTANBUL (Turchia) – E’ di 39 morti e 69 feriti il bilancio ufficiale più aggiornato della carneficina nella famosissima discoteca “Reina” di Istanbul, dove nel pieno dei festeggiamenti per il capodanno all’una e 20 (ora locale) almeno un terrorista armato di mitra ha fatto irruzione sparando a caso sui clienti. In quel momento, nel locale sul Bosforo, erano presenti circa 700 persone. C’era anche un gruppo di italiani, che si sono salvati buttandosi a terra: tre modenesi, una bresciana e un palermitano.
Il killer avrebbe urlato “Allah Akbar”, per poi sparare dall’ingresso fino al salone sulla folla di giovani festanti: di ogni nazionalità, musulmani e non, donne e uomini insieme, che si stavano divertendo. Il simbolo insomma, di tutto ciò che che l’estremismo islamico vuole distruggere. Non meno di 24 delle vittime sono straniere: sette sono saudite, tre irachene, tre giordane, due libanesi, due tunisine, due indiane, una da Kuwait, Siria e Israele, un belga di origine turca ed un canadese-iracheno.

Per qualche minuto si è temuto che si fosse confuso tra i clienti, poi una analisi delle telecamere della zona lo hanno ripreso mentre si toglieva gli abiti scuri utilizzati per l’assalto, e poi si dileguava. Non è ancora certo che l’uomo (giovane, con i capelli e la barba scuri) fosse solo. Le autorità turche non sono chiare siu questo punto. Infatti secondo alcune ricostruzioni –  tra cui quelle dei cinque italiani scampati all’attacco – i proiettili provenivano da diverse direzioni e addirittura uno degli sparatori avrebbe indossato un cappello rosso stile Babbo Natale.

Sull’attacco c’è l’ombra dell’Isis, anche se nessuna rivendicazione ufficialmente è stata diramata. Quando vengono uccisi musulmani, se c’è una rivendicazione questa di solito assomiglia ad un trattato di teologia in cui si spiega come mai le vittime erano degli “apostati”, dei “peccatori” e meritavano la morte.

Nel corso della giornata, il premier turco Binali Yildirim ha spiegato che (parlando di un solo terrorista) lo sparatore “non era vestito da Babbo Natale”. Erdogan ha aggiunto: “Cercano il caos ma resteremo uniti”.

Nel pomeriggio di Capodanno un individuo ha sparato davanti ad una moschea, sempre ad Istanbul, ferendo due persone prima di fuggire.