Via Settembrini, fra cantieri abbandonati e degrado

L’area all’angolo con via Caduti in Missione di Pace è diventata una terra di nessuno da cui fuoriescono anche topi di grosse dimensioni che si aggirano nei giardini delle case circostanti

REGGIO EMILIA – L’area all’angolo fra l’inizio di via Settembrini e via Caduti in Missione di Pace è diventata una terra di nessuno dove si possono notare montagne di detriti, calcestruzzo e terra, creati e depositati non si sa bene da chi, attrezzi edili abbandonati che, forse, potrebbero appartenere a un vicino cantiere. In passato, in seguito alle nostre segnalazioni qualcuno (non si è ben capito chi sia il proprietario di quest’area e chi vi debba costruire cosa), dopo un sollecito del Comune, era venuto con delle ruspe e aveva spianato quella che era diventata una vera e propria giungla, dopo due anni e mezzo di incuria, da cui fuoriescono anche topi di grosse dimensioni che si aggirano nei giardini delle case circostanti.

Ma dopo tre anni il degrado è tornato. Ed è testimoniato dai cumuli di terra e detriti, dalla vegetazione che, tuttora, cresce incolta, dal fatto che quest’area non è recintata (peraltro anche il cantiere confinante, fermo da quasi sei anni, viene utilizzato dal proprietario per scaricare cumuli di terra e detriti provenienti da altre zone dove costruisce). Per non parlare delle opere di urbanizzazione che erano state realizzate nel terreno abbandonato, a suo tempo dal Comune e che, oramai, sono sicuramente distrutte dall’incuria con un notevole danno economico dato che dovranno essere rifatte quando un giorno qualcuno vorrà costruire qui.

Una situazione che stride, per esempio, con un vicino cantiere in via Caduti in Missione di Pace dove chi doveva costruire si è fermato, a causa della crisi, ma poi ha recintato tutto perfettamente e ha sistemato l’area in modo che adesso c’è un bel prato verde. Non ci sono cumuli di detriti abbandonati e non c’è degrado. Due modi diversi di gestire un cantiere. Bisognerebbe ora capire se l’altro modo, quello, diciamo, un po’ più incivile, è anche legale.

Una situazione di abbandono piuttosto indecorosa che richiederebbe un intervento del Comune.