Quantcast

Servizi culturali e Fondazione Palazzo Magnani, sindacati “preoccupati”

Rsu e sindacati del pubblico denunciano la "mancanza di informazioni esaustive" in merito all'annunciato accentramento di competenze sull'offerta culturale cittadina nella Fondazione Palazzo Magnani

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – “Forti preoccupazioni per mancanza di informazioni esaustive”. E’ quel che lamentano dipendenti, Rsu e sindacati del pubblico in merito all’annunciato accentramento di competenze sull’offerta culturale cittadina nella Fondazione Palazzo Magnani.

Dal 1° gennaio 2017 infatti la Fondazione Palazzo Magnani avrà la responsabilità di gestire l’ideazione e l’organizzazione delle principali attività culturali della città: il festival Fotografia Europea, incluso il Circuito OFF che rappresenta l’apice del protagonismo cittadino, e il palinsesto delle iniziative estive Restate, promosse e gestite fino ad oggi dal Comune di Reggio Emilia insieme ai diversi Servizi interni (tra cui Cultura, Biblioteche, Musei, Comunicazione) e al supporto economico di diversi sponsor.

Ora, la decisione assunta dal Comune di entrare in qualità di socio nella Fondazione “potrebbe apparire un passaggio obbligato per sostenere il trasferimento delle risorse economiche ed umane, piuttosto che una vera e propria strategia di gestione di tutta la programmazione culturale – spiegano Rsu, Funzione Pubblica Cgil, Cisl Fpl e Uil Pa  -. Ma, come si configura il ruolo della Fondazione in questa operazione? Come ente di raccordo con gli altri istituti culturali cittadini o come soggetto autonomo titolare della programmazione e dei progetti?”.

“Crediamo che sarebbe opportuno  – evidenziano – che l’attività della Fondazione rispondesse ad una strategia integrata di coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali, sociali ed economici. A questo proposito il Comune dovrebbe comunque mantenere almeno la “regia” dello scenario culturale della città”.  Ma numerose sono le domande poste dalle organizzazioni sindacali: “Come saranno trasferite le risorse economiche dal Comune alla Fondazione? – chiedono ancora – A quali forme di regolamentazione istituzionale sarà soggetta l’attività della Fondazione? La pianificazione annuale delle attività sarà sottoposta al Consiglio comunale al momento dell’approvazione del bilancio?”

Ad oggi inoltre non risulta chiara quale sarà l’effettiva natura giuridica della Fondazione poiché non sono stati resi pubblici né il nuovo statuto né il testo della convenzione che dovrà definire i rapporti tra Fondazione e Comune, nonostante la normativa sulla trasparenza amministrativa cui gli enti pubblici dovrebbero attenersi. “La mancanza poi di un assessore alla Cultura – la cui delega è stata trattenuta dal sindaco –  e dunque l’assenza di un confronto diretto riguardo le scelte e gli obiettivi che a livello politico vengono assunti – concludono le sigle di categoria –  determina un evidente scollamento con tutti coloro che con professionalità, dedizione e costanza garantiscono da sempre il successo delle iniziative culturali realizzate in città”.

Lavoratori e sindacati chiedono pertanto chiarimenti, convinti che solo attraverso il loro coinvolgimento sia possibile garantire il mantenimento degli alti livelli qualitativi e di competenze nell’ottica di una più adeguata gestione delle risorse umane interne.
“Chiarimenti dovuti anche alla città – fanno sapere – che viene informata soltanto da sporadici articoli sui giornali e non attraverso procedure e atti ufficiali”.

Più informazioni su