Rivalta, ragazza travolta e uccisa da un camion

La diciassettenne Erika Reverberi, di Montecavolo,di Quattro Castella era su uno scooter in via S. Ambrogio nel centro della frazione. La Municipale ha fermato un camionista

REGGIO EMILIA – Una ragazza di 17 anni, studentessa del Blaise Pascal, Erika Reverberi, di Montecavolo di Quattro Castella, che stava andando a scuola, è finita sotto le ruote di un camion, mentre era sulla sua Vespa, con l’autista del mezzo che ha continuato il suo tragitto perché non si è reso conto di aver urtato la giovane.

E’ successo alle 7,45 in via Sant’Ambrogio a Rivalta proprio nel centro della frazione. L’autista del camion, un quarantenne italiano, andava da Montecavolo verso Reggio così come la diciassettenne. La ragazza era con la sua Vespa bianca dietro al camion all’altezza con via Garlassi vicino al passaggio pedonale, di fronte al distributore di benzina. Dalla carreggiata opposta non veniva nessuno e così ha deciso di superare, ma la carena dello scooter ha urtato contro la fiancata del tir, quanto è bastato per far cadere la ragazza sotto le ruote del mezzo.

Il camionista, probabilmente perché non si è accorto di nulla, ha continuato ad andare, e il mezzo ha schiacciato la giovane. Gli automobilisti hanno subito chiamato i soccorsi. Sul posto un’ambulanza della Croce Verde e l’automedica dal Santa Maria Nuova. Le condizioni della diciassettenne sono subito apparse gravissime. La giovane è stata portata all’ospedale, ma è morta prima di arrivare al pronto soccorso.

Sul posto gli agenti della polizia municipale, che si occupano dei rilievi dell’incidente e delle indagini, insieme a pattuglie della polizia stradale e dei carabinieri che hanno iniziato la caccia al camionista pirata. Dalle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi dell’area di servizio e dalle testimonianze dei numerosi automobilisti presenti sono stati raccolti parecchi elementi per rintracciare il camionista e ricostruire la dinamica.

Il mezzo pesante aveva le insegne di una marca di acqua minerale e gli accertamenti condotti dalla centrale operativa della Municipale hanno consentito di individuare la ditta distributrice del marchio, con sede in provincia di Parma. Grazie alla collaborazione della società, gli agenti sono riusciti a risalire al camionista, a cui erano state affidate le consegne a Montecavolo e nel Modenese. Una volta rintracciato telefonicamente, l’autista, un italiano di 40 anni, si è messo immediatamente a disposizione degli inquirenti, fermando il mezzo all’interno dell’area della ditta modenese dove stava scaricando.

Grazie alla collaborazione con la Polizia municipale di Modena, che ha piantonato il mezzo, gli agenti reggiani una volta giunti sul posto hanno svolto i rilievi di legge e hanno scortato il mezzo fino alla depositeria comunale di via Lincoln, dove è stato posto sotto sequestro. Il conducente dell’autotreno è stato scortato invece al Pronto soccorso del Santa Maria Nuova per altri accertamenti.

Ancora in via di definizione la dinamica del terribile incidente: nel primo pomeriggio di oggi gli agenti della Municipale, coordinati dal sostituto procuratore Claudio Santangelo, hanno raccolto le dichiarazioni di testimoni della vicenda e visionato i filmati delle telecamere che erano poste sul percorso dei due mezzi coinvolti nell’incidente.

Ora è a disposizione del magistrato che sta indagando sull’incidente. Per ricostruire la dinamica saranno importanti anche le telecamere presenti in zona e le testimonianze. La strada che da Rivalta porta a Reggio è sempre più trafficata e pericolosa. Questo è il terzo incidente mortale nel giro di quindici mesi.

Il sindaco Tagliavini: “Ora il dolore è più forte delle parole”
Il sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, commenta così la morte della studentessa: “Quattro Castella piange la scomparsa della giovane Erika. La bellezza del suo sorriso e della sua vita rendono ancora più difficile accettare la sua tragica morte. Siamo tutti vicini al dolore del papà e della mamma di Erika e delle sue tante amiche e amici. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire le dinamiche dell’accaduto. Ora il dolore è più forte delle parole”.