Reggiolo vieta i fuochi di artificio

Secondo il Comune "si rischiano incendi nei cantieri della ricostruzione, dove spesso si trovano sostanze chimiche facilmente infiammabili"

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REGGIOLO (Reggio Emilia) – Botti e fuochi d’artificio proibiti nei centri abitati di Reggiolo, Villanova e Brugneto. Con un’ordinanza l’amministrazione ha deciso di bandire anche quest’anno petardi, botti e artifici pirotecnici di qualsiasi genere dal 28 dicembre al 3 gennaio 2017 compresi.

Visto l’alto numero di infortuni dovuti a fuochi pirotecnici nel periodo delle festività e ai numerosi cantieri della ricostruzione post-sisma – 120 ancora attivi nel territorio –, il Comune ha deciso di mettere in campo una misura per tutelare la sicurezza dei cittadini. Lo sviluppo di incendi nei cantieri della ricostruzione, dove spesso si trovano sostanze chimiche facilmente infiammabili oltre a numerosi teli in nylon e materiali accatastati facilmente infiammabili, è infatti un rischio concreto a Reggiolo.

Ancor più a rischio sono i centri abitati dove i cantieri, oltre ad essere più numerosi, sono in molti casi collocati uno accanto all’altro, rendendo più facile il propagarsi di eventuali incendi. Nel 2012, in via Matteotti, proprio lo scoppio di un petardo scatenò un incendio in un cantiere.

Le violazioni all’ordinanza saranno punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 a 500,00 euro (ai sensi dell’art. 7 bis, comma 1, del D. Lgs. N. 267 del 18 agosto 2000), con la possibilità di avvalersi del pagamento in misura ridotta, pari a 50,00 euro (art. 16 della legge n. 689/1981). All’accertamento della violazione scatta anche la sanzione accessoria amministrativa della confisca degli articoli pirotecnici, pure se legittimamente detenuti. Qualora il fatto integri gli estremi di uno o più illeciti penali il responsabile sarà deferito alla competente autorità giudiziaria (art. 347 del Codice di procedura penale).

L’Amministrazione di Reggiolo, ritenendo comunque insufficiente il ricorso al divieto e alla sanzione, si appella anche al senso di responsabilità dei cittadini. I botti, infatti, non solo costituiscono un problema di sicurezza, ma anche di disagio e disturbo della quiete pubblica quando utilizzati in modo incontrollato.

L’ordinanza ricorda che esiste un pericolo oggettivo anche nel caso di petardi in libera vendita.

“Nei centri abitati dove sono attivi ancora molti cantieri – spiega il sindaco Roberto Angeli – e i pericoli sono concreti. Anche i petardi in libera vendita rappresentano un rischio, perché sono comunque materiali esplodenti in grado di scatenare un incendio. Il divieto riguarda i centri abitati e non le aree rurali”.

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