Referendum, la Ferrarini invita i dipendenti a votare Sì

La lettera, firmata dal presidente Lisa Ferrarini, è stata inviata a tutti i dipendenti. Il M5S protesta: "È inammissibile che un'azienda faccia pressione sui propri lavoratori"

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REGGIO EMILIA – “Quando si dice una fetta di prosciutto sugli occhi. Io e un altro collega parlamentare, Massimiliano Bernini, siamo stati contattati da diversi dipendenti di Ferrarini che denunciano di avere ricevuto questa lettera che sprona a votare si al referendum, sottoponendoli ad un’impropria pressione. È inammissibile che un’azienda faccia pressione sui propri dipendenti”.

La denuncia, con tanto di lettera che, inequivocabilmente, invita a votare sì al referendum arriva da Maria Edera Spadoni, deputata pentastellata impegnata con il suo Movimento a sostenere la campagna del no al referendum.

Effettivamente nella lettera, che vi possiamo mostrare, c’è un invito molto esplicito a votare sì.

All’inizio della missiva si fa genericamente riferimento al senso civico dei lavoratori e c’è un invito a recarsi alle urne. Si spiega che i cittadini “non sono chiamati a votare sulla nuova legge elettorale” e che “non sono chiamati ad esprimere una preferenza politica”.

Poi però si fa cenno ai vantaggi che un eventuale sì potrebbe comportare: leggi più veloci, meno poltrone ai politici, meno poteri alle Regioni, chiusura definitiva delle province e abolizione del Cnel. Si ricorda infine la visita del presidente del Consiglio all’azienda dello scorso giugno e poi il finale. “La nostra preghiera è quella di sensibilizzarvi a votare Sì al referendum del prossimo 4 dicembre”.

La lettera è firmata dal presidente dell’azienda, Lisa Ferrarini. La vicepresidente di Confindustria con delega all’Europa già all’epoca della visita del premier a giugno aveva lanciato un appello per il sì e non ha mai nascosto di avere un certo feeling politico con il premier.

La lettera inviata ai dipendenti

La lettera inviata ai dipendenti

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