Interrogazioni e accessi agli atti, le opposizioni: “Giunta non risponde, andiamo dal prefetto”

Le opposizioni stanche: "E' ostruzionismo". Saccardi ammette: "E' un problema serio"

REGGIO EMILIA – Prima una relazione in Consiglio comunale per sollevare il problema pubblicamente. Poi, se niente cambiera’, la richiesta di intervento del Prefetto. Sono le decisioni assunte ieri sera dalla commissione di Controllo e Garanzia del Comune di Reggio Emilia, presieduta dalla civica Cinzia Rubertelli, per protestare contro i ritardi degli uffici nell’evadere interrogazioni e richieste di accesso agli atti dei consiglieri.

Ad oggi, in particolare, pendono 19 interrogazioni inevase – la risposta e’ prevista dal regolamento in 20 giorni – di cui sette hanno superato i 100 giorni di ritardo. Il primato va ad un atto presentato da Alessandra Guatteri del Movimento 5 stelle che attende risposta da 234 giorni. Per concedere la cittadinanza al pm antimafia Antonino di Matteo, chiesta dal capogruppo pentastellato Ivan Cantamessi e licenziata lunedi’ scorso dal Consiglio, ci sono invece voluti ben 150 giorni.

“Ed io – commenta Cantamessi – non sono nemmeno stato avvisato, ma ho appreso della delibera dall”ordine del giorno del Consiglio”. Cantamessi sottolinea inoltre: “In media vengono presentate circa cinque, sei interrogazioni al mese. Non sono numeri da Parlamento e credo che gli uffici non abbiano gravi difficolta’ a rispondere. A questo punto mi chiedo se non ci sia la volonta’ di non rispondere, a noi e ai cittadini. La cosa mi preoccupa molto”.

La consigliera Guatteri, che gia’ aveva minacciato di rivolgersi ai carabinieri, e’ sulla stessa linea: “E’ evidente che siamo ad un livello di ostruzione ormai inaccettabile. Dobbiamo trovare una strada: se e’ il sindaco che puo’ indurre gli uffici a rispondere, facciamo una commissione con il sindaco”. Claudio Bassi (Forza Italia) ricorda: “Il Consiglio e’ sovrano. E invece qui e’ in balia della giunta che dolosamente o colposamente limita le prerogative dei consiglieri. Credo che le rimostranze al prefetto siano del tutto legittime”.

Pierluigi Saccardi del Pd prova ad abbassare i toni: “Andare dal prefetto credo sia eccessivo, ma la minoranza pone argomentazioni serie che non ho difficolta’ a recepire come un sollecito che anche i consiglieri comunali devono fare alla macchina. E’ una mia posizione personale, ma penso che altri colleghi possano condividerla”. Cristian Vergalli, Partito democratico, si trova d’accordo eccependo pero’ che “le richieste di accesso agli atti inevase sono il 10% del totale, le interrogazioni il 25%, ma molte questioni sono state superate dai fatti”.

A questo proposito le richieste di accesso agli atti in lista, che avrebbero dovuto ricevere delucidazioni in cinque giorni, sono in tutto quattro. Una e’ inevasa da 326 giorni e pesanti ritardi si sono accumulati sulle altre. Infine, per quanto riguarda l’attuazione della giunta degli atti di indirizzo approvati dal Consiglio, sono 17 quelli presi in esame e solo su due gli assessori hanno fornito risposte. Anche qui, conclude insomma Rubertelli, “siamo in alto mare”.