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Imprese, crescita debole nel terzo trimestre

Cala l'attività produttiva con previsioni di rallentamento, ma cresce l'occupazione. Unindustria: ci servono riforme

REGGIO EMILIA – Unindustria conferma la crescita dei livelli occupazionali sul territorio (con una variazione positiva del 2,9%) registrata ieri dalla Camera di commercio, ma smorza gli entusiasmi sulle prospettive dell’industria manifatturiera. Secondo i risultati dell’indagine trimestrale condotta dall’associazione, infatti, il terzo trimestre 2016 appare debole per l’industria con l’attivita’ produttiva (-1%) e commerciale in leggero calo rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

Diversamente da quanto rilevato nel corso del secondo trimestre inoltre il ruolo della domanda interna ha mostrato una dinamica piu’ sostenuta della domanda estera anche se, in entrambi i casi, il consuntivo e’ risultato di segno negativo. Le dichiarazioni delle imprese intervistate segnalano una costante intonazione non particolarmente brillante: sale ancora la quota di operatori con produzione stazionaria o in calo (58%, piu’ 2% rispetto ai tre mesi precedenti), mentre si riduce del 2% la quota di aziende interessate da aumenti della produzione (42%).

Stazionaria anche l’attivita’ commerciale complessiva: le vendite hanno registrato un -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2015 e -1,5% rispetto al secondo trimestre, con un andamento lievemente negativo sul mercato interno (-0,3%), compensato da un modesto +0,5% sul mercato estero. La dinamica del portafoglio ordini, che nello scorso trimestre aveva fatto segnare un saldo negativo, registra una leggera crescita nel terzo trimestre sia con riferimento agli ordinativi complessivi (in crescita del 5,6%) sia con riferimento ai mercati esteri (+2,8%).

“Le previsioni a breve – sottolineano pero’ gli industriali – mostrano un quadro economico in tendenziale rallentamento, facendo registrare saldi complessivi negativi sia in relazione ai livelli produttivi attesi sia all’attivita’ commerciale”. Il 43% delle imprese infatti non prevede di modificare i volumi di produzione, il 23% pensa di incrementarli mentre il restante 34% pronostica contrazioni. Il 58% delle aziende intervistate ritiene di mantenere inalterata la quota da destinare agli ordinativi esteri, il 13% pensa di aumentarla e il 29% di ridurla.

“La presentazione dei dati della nostra indagine si inserisce in una fase istituzionale delicata del Paese”, commenta il presidente di Unindustria Reggio Emilia, Mauro Severi. “Ci auguriamo – aggiunge – che la soluzione messa in campo dal presidente della Repubblica vada verso un consolidamento del percorso di riforme: la maggioranza delle imprese reggiane, al pari di quelle di altri territori vocati all’export, si trovano quotidianamente impegnate a competere sui mercati internazionali e quindi la stabilita’ del quadro istituzionale e la modernizzazione del paese sono prerequisiti per il loro successo”.