I sostenitori del No festeggiano il risultato

Il M5S: "A salvare la Costituzione sono stati i giovani". La Lega: "Ben 13 Comuni si sono espressi per il no". Il Comitato per il no: "Il bello viene adesso"

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REGGIO EMILIA – “Su Reggio Emilia continua a sventolare piu’ forte che mai la bandiera della Costituzione ed anche il Pd di Renzi e Delrio, sonoramente sconfitto in Italia e vincitore solo di poche migliaia di voti nel reggiano, dovrebbe esserne contento. Questa Costituzione che abbiamo salvato, tutela tutti. Anche gli sconfitti”.

E’ il commento degli esponenti del Movimento 5 stelle Maria Edera Spadoni (deputata) Gian Luca Sassi, capogruppo in Consiglio Regionale Emilia-Romagna e Ivan Cantamessi, capogruppo in Comune Reggio Emilia, al voto di ieri sul referendum costituzionale. “Ed a salvarla – aggiungono i pentastellati – ci sono stati i giovani (l’81% di chi ha votato ”no” secondo le ricerche). Come furono i giovani 70 anni fa a ribellarsi al potere autoritario per far nascere la democrazia”.

Anche a Reggio Emilia, proseguono Spadoni, Sassi e Cantamessi, “il messaggio e’ stato fortissimo. Il ”si”’ ha prevalso di poche migliaia di voti nonostante tutto l’establishment politico-economico fosse schierato in maniera schiacciante a suo favore. Segno che tantissimi cittadini si sono rifiutati di accettare l’idea di uno stravolgimento della nostra carta costituzionale deciso da un solo partito e da un solo uomo, insieme a qualche transfuga (pure plurinquisito come Verdini)”.

Tantissimi cittadini, aggiungono, “non hanno accettato l’arroganza di un presidente del Consiglio chiamato Matteo Renzi. Tantissimi reggiani non hanno accettato ed hanno sonoramente bocciato i voltafaccia del ministro Graziano Delrio che nelle piazze del 25 aprile giurava ”la Costituzione ci piace cosi’ com’e'” e poi voleva stravolgerla. Il risultato e’ stato chiaro. Ne prendano atto. I cittadini non apprezzano i voltagabbana”. E’ stata, ribadiscono, “una vittoria di comunita’ quindi, come fu quella dei nostri padri Costituenti che ci hanno dato una carta scritta a piu’ voci”.

La Lega: “Ben 13 Comuni si sono espressi per il no”
Commenta Matteo Melato, commissario provinciale del Carroccio: “La Lega Nord esprime grande soddisfazione per il risultato del referendum costituzionale. E’ stata una boccata d’ossigeno di democrazia dopo tanto tempo che i cittadini non potevano esprimersi. Analizzando i voti nel reggiano abbiamo ben 13 comuni che si sono espressi per il NO con una netta vittoria in comuni molto popolati pensiamo a Cadelbosco, Castellarano ma anche Montecchio. Poi abbiamo tanti altri comuni che hanno fatto sentire la propria voce sia da un punto di vista politico ma sicuramente anche per fermare una riforma dannosa per il nostro Paese e per il suo assetto istituzionale. Voglio citare Boretto, Brescello, Canossa, Casalgrande, Cavriago, Gattatico, Gualtieri, Rubiera, Toano e Viano. Anche nella maggior parte degli altri comuni i NO hanno insidiato fino all’ultimo secondo i SI e solo nel rush finale dello scrutinio chi era favorevole a questa riforma ha prevalso. A Reggio città il SI ha vinto per pochissimi punti percentuali segno che le divisioni interne al PD erano più marcate di quanto volessero far credere, ora ci chiediamo se voleranno gli stracci all’interno dei circoli e della segretaria provinciale verso quegli esponenti che non hanno fatto campagna o addirittura che hanno fatto campagna per il NO. Il PD non ha saputo ancora una volta leggere le esigenze dei cittadini che hanno trasmesso, con l’altissima affluenza, voglia di partecipazione e volontà di scegliere. La riforma del PD andava totalmente nel senso opposto e di questo i cittadini se ne sono accorti. La non eleggibilità del Senato è stato, probabilmente, il punto nodale di questa campagna referendaria e questa modalità di elezione gli elettori non è andata giù. Gli italiani si interessano ancora di politica e vogliono essere protagonisti.I nostri militanti, sostenitori e simpatizzati si sono prodigati attraverso incontri, banchetti, volantinaggi per spiegare questa riforma ai cittadini e ancora una volta questo contatto con ha dato i suoi frutti. Non si sono viste percentuali bulgare in nessun comune segno che il muro rosso a Reggio Emilia e provincia sta crollando e la Lega Nord è al centro del processo politico di questo cambiamento. Quello che lascia questa campagna referendaria è sicuramente un paese spaccato per i toni utilizzati e per la volontà di Renzi di politicizzare il voto. Se il Premier Renzi voleva fare un referendum su se stesso ha miseramente fallito. Ora ci aspettiamo che la palla torni, al più presto, agli elettori per tornare ad avere un governo democraticamente eletto”.

Il Comitato per il no: “Il bello viene adesso”
Il comitato per il NO di Reggio Emilia “ringrazia gli elettori per la grande prova di partecipazione alla consultazione referendaria e di attaccamento ai contenuti della suprema legge italiana, simbolo e garanzia della vita democratica. La nettissima vittoria del NO, anche al di sopra di ogni previsione, testimonia la validità delle ragioni per le quali il nostro comitato si è costituito già parecchi mesi or sono e si è poi fortemente impegnato – insieme alla CGIL, all’ANPI, all’ARCI, a tante espressioni politiche e a tanti singoli cittadini – per respingere una legge di riforma costituzionale sbagliata nel merito, nel metodo, nel progetto politico che la accompagnava. Anche nella città e nella provincia di Reggio Emilia, così come nella intera regione Emilia Romagna questo impegno ha ottenuto un risultato importante. Nonostante la grande disparità di risorse economiche e organizzative, nonostante l’appoggio al sì di quasi tutti i sindaci, il NO è riuscito a raggiungere quasi la metà dei voti e ha contribuito a mobilitare elettori che da anni non si recavano alle urne. Questo risultato, anche se non allineato al quadro nazionale, rappresenta comunque un segnale molto significativo e apprezzabile. Ora si tratta di non disperdere, ma al contrario di valorizzare ed estendere il patrimonio di convinzione, di collaborazione e di esperienze concrete che, in questi mesi faticosi e appassionanti, abbiamo costruito tutti insieme. Perché il nostro lavoro non è finito con la difesa della Costituzione da questo insidioso tentativo di rottamazione. Il nostro lavoro – come hanno osservato e sollecitato molti – deve continuare per una più completa attuazione della Costituzione, che in alcune sue parti attende ancora di essere veramente applicata. Il bello viene adesso”.

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