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Assenteismo, come le imprese possono ridurre questo fenomeno

Permessi per malattia, assenze ingiustificate, eccessivo utilizzo dei permessi retribuiti, ricorso a periodi di aspettativa. Le principali cause di questi comportamenti sono riconducibili a un cattivo ambiente lavorativo o un’organizzazione poco motivante

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REGGIO EMILIA – Che cosa si intende con il termine “assenteismo”? Ricorso frequente a permessi per malattia, assenze ingiustificate o coperte da altri colleghi, eccessivo utilizzo dei permessi retribuiti, ricorso a periodi di aspettativa. Le principali cause di questi comportamenti sono riconducibili a un cattivo ambiente lavorativo o un’organizzazione poco motivante.

Queste situazioni riducono inesorabilmente la produttività del singolo e di conseguenza dell’impresa stessa. Cosa possono fare le aziende per ridurre questo fenomeno? Le aziende devono innanzitutto capire che il punto centrale tra produttività e assenteismo sta nel riconoscere che quanto più un’azienda riesce a motivare i collaboratori sulle necessità di produttività e di crescita aziendale tanto meno dovrà sostenere l’esigenza della presenza lavorativa con la sola leva del mantenimento del posto di lavoro.

Possono, quindi, lavorare sulla propria immagine, sulla capacità di innovazione e crescita, creare un’efficace informazione interna e puntare su un management qualificato. Possono spingere su una sana competizione interna, incentrata sul merito e sul buon esempio, focalizzando il lavoro sull’assegnazione di obiettivi di risultato. Nelle grandi imprese tenere alto il livello di motivazione per tutti i lavoratori è certamente più complesso e prevede figure intermedie formate e motivate, anch’esse, nel rappresentare l’azienda e la sua mission.

Nel campo della somministrazione, invece, il tasso di assenteismo risulta più contenuto. In questo caso la motivazione delle risorse è generata dalla voglia di cogliere l’opportunità lavorativa, di centrare la fase di ingresso nella nuova azienda, di potersi riqualificare e reinserire nel mondo del lavoro. E questo si traduce in una minore propensione ad assentarsi. Tutti gli attori quali famiglie, scuole, aziende, sindacati, devono contribuire ad una cultura del lavoro indirizzata alla responsabilità, anche etica, di ogni singolo lavoratore.

Proprio quest’ultimi, devono essere consapevoli che alti tassi di assenteismo contribuiscono al fenomeno di chiusure o delocalizzazioni in paesi esteri a causa di un costo del lavoro insostenibile se si vuole competere a livello internazionale.

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