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Leopolda, scontri al corteo anti Renzi

Accordo sull'Italicum, Cuperlo dice sì. Secondo gli organizzatori della manifestazione "il presidente del consiglio continua con la sua idea folle verso questa città e verso il Paese che considera il cortile di casa sua"

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REGGIO EMILIA – Tensione durante la seconda giornata della Leopolda per una manifestazione anti-Renzi. Poco dopo l’inizio, il corteo dei ‘No Renzi, No al referendum’ di Firenze ha provato a dirigersi verso il centro. Dopo essersi fronteggiati per pochi minuti con il cordone di agenti i manifestanti hanno acceso alcuni fumogeni e hanno iniziato a tirare petardi e molti ortaggi contro i poliziotti.

La polizia attestata su via Cavour, ha reagito con una carica verso l’adiacente piazza San Marco dove si erano concentrati i partecipanti. Rimossa anche una barriera fatta con oggetti ingombranti, mentre i manifestanti, ancora nella piazza stanno spostando alcune dei materiali di un vicino cantiere.

Alla manifestazione sono presenti anche rappresentanti arrivati da Venezia (il comitato No alle grandi navi), dalle Marche, dalla Campania: “Siamo qui per rappresentare una realtà sociale che alla Leopolda non è rappresentata quella dei giovani che lavorano con i voucher, della persone sotto sfratto, la nostra è una piazza aperta”, hanno concluso gli organizzatori della manifestazione.

“Cogliamo l’occasione continuano gli organizzatori per annunciare una grande manifestazione il 24 novembre a Roma, con un concerto, musica e parole per dire No alla riforma Costituzionale”. “Oggi in Italia c’è un problema di democrazia – spiegano ancora -, ma da oggi dobbiamo decidere noi, il popolo quali sono i nostri bisogni e la riforma costituzionale va nella direzione opposta”. “Siamo qua – hanno concluso gli organizzatori parlando con i giornalisti – per dire che se Renzi vuole confrontarsi con noi nel merito delle riforma noi siamo a Firenze e vogliamo andare alla Leopolda”. Tra i manifestanti anche gli esponenti del Comitato contro il salva-banche. Numerosi gli striscioni contro Renzi ed il governo.

La Leopolda
Alla stazione della kermesse renziana torna la tradizione dei tavoli di lavoro: intorno a 36 postazioni supporters e cittadini dialogano con ministri e presidenti di commissione sulle riforme del governo. A fine giornata, raggiunta l’intesa nel comitato del Pd sul documento di riforma dell’Italicum. Gianni Cuperlo ha detto sì all’accordo.

“Ho sottoscritto il documento” su Italicum “perché contiene un passo in avanti. So che l’intesa raggiunta non ricompone la frattura consumata nella sinistra, dentro e fuori il Pd. Vedo e ascolto i tanti, anche autorevoli, convinti che solo il No al referendum potrà cambiare la legge elettorale. Io ho lavorato per ridurre quella forbice e avrei voluto un esito diverso”. Lo afferma Gianni Cuperlo. “Ne rispondo personalmente e in primo luogo a quanti hanno condiviso con me questo percorso e che incontrerò nei prossimi giorni”.

Il comitato Pd sull’Italicum apre ad una verifica dopo il referendum su 2 punti: la preferenza per i collegi, si legge nel testo, come il sistema più adatto a ricostruire un rapporto fiducia tra eletti ed elettori; la definizione di un premio di governabilità (di lista o di coalizione) che consenta l’indicazione su chi avrà la responsabilità di garantire il governo attraverso il superamento del meccanismo di ballottaggio.

“I posti di lavoro – ha detto Matteo Renzi nel suo intervento – si creano facendo le cose non bloccandole. Ora leggo che vogliono fermare la metro a Roma, mentre tutto il mondo investe in questo. Non è pensabile che l’Italia abbia meno chilometri di metropolitana di Madrid. Rispetto le scelte di tutte le amministrazioni ma continuare a bloccare le metropolitane o le tranvie è un atteggiamento che si commenta da solo. Hai paura che qualcuno rubi? Se qualcuno ruba blocchi il ladro non l’opera, sennò il Paese non va da nessuna parte. Abbiamo visto com’è andata con le Olimpiadi o l’Expo. Ora leggo che vogliono fermare la metro a Roma mentre tutti investono nei sistemi di attraverso delle città metropolitane. Noi stessi abbiamo messo dei soldi: a Pistoia la Hitachi sta facendo 300 treni pendolari. Non si può continuare con l’atteggiamento per cui quelli che sono contro tutto bloccano l’Italia. La nuvola di Fuksas – ha proseguito – è bellissima: quel centro congressi può essere leader mondiale e noi lavoriamo perché quella città vinca le difficoltà, le resistenze, le polemiche e quella Nuvola abbia un ritorno impressionante.  Siamo pronti a firmare patti con tutti gli amministratori. Abbiamo firmato con De Magistris e Nardella, siamo pronti a firmare da Torino – l’ho detto al sindaco Appendino – a Cagliari, 16 o 17 novembre”.

Molto gettonato il tavolo del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che parla della legge di bilancio, affollato anche il tavolo del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e del Lavoro Giuliano Poletti mentre Carlo Calenda parlerà di export ed investimenti. La riforma costituzionale sarà invece il piatto forte del pomeriggio con una sessione, guidata da Maria Elena Boschi, nella quale, ha spiegato Renzi ieri, si punta a distruggere tutti i dubbi sul ddl.

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