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Juncker: “L’Italia sbaglia ad attaccare Bruxelles, ma me ne frego”

Ribatte Renzi: "Nessuna polemica, ma sull'edilizia scolastica non c'è possibilità di bloccarci: noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di stabilità"

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REGGIO EMILIA – Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, avverte il premier, Matteo Renzi. “L’Italia – dice – non smette di attaccare Bruxelles a torto.  “La Commissione che presiedo – afferma Juncker – ha introdotto nell’interpretazione del Patto di stabilità degli elementi di flessibilità che sono andati a beneficio di un certo numero di stati membri. Prenderei l’esempio dell’Italia perché l’Italia non smette di attaccare la Commissione a torto e questo non produrrà i risultati previsti”.

L’Italia, insiste, “non può più dire, e se lo si vuole dire lo si può fare ma me ne frego in realtà, che le politiche di austerità sarebbero state continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza”, rileva Juncker durante un ragionamento sulle richieste italiane di flessibilità, in cui sottolinea tra l’altro che i costi “aggiuntivi” per migranti e terremoto valgono lo 0,1% del Pil e che l’Italia aveva promesso di avere un deficit dell’1,7% nel 2017 mentre ora ne propone uno del 2,4%.

Replica il presidente del consiglio italiano: “Noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di stabilità vogliano o meno i funzionari di Bruxelles”
“Juncker – afferma Renzi a Frosinone – dice che faccio polemica. Noi non facciamo polemica, non guardiamo in faccia nessuno. Perché una cosa è il rispetto delle regole, altro è che queste regole possano andare contro la stabilità delle scuole dei nostri figli. Si può discutere di investimenti per il futuro ma sull’edilizia scolastica non c’è possibilità di bloccarci: noi quei soldi li mettiamo fuori dal patto di stabilità vogliano o meno i funzionari di Bruxelles”.

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