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Iren, utile in crescita del 26% nel terzo trimestre

Il presidente Peveraro: "È il risultato di un'incessante ricerca della massima integrazione attraverso nuovi percorsi strategici e continua innovazione"

REGGIO EMILIA – Nel terzo trimestre dell’anno Iren migliora le performance gia’ registrate nella prima parte del 2016. La crescita a doppia cifra dei principali indicatori economici e operativi, tra cui spicca un incremento dell’utile netto del 26% e la diminuzione per il terzo trimestre consecutivo, a parita’ di perimetro, del debito netto (oggi pari a 2.528 milioni) delineano per l’azienda “un quadro particolarmente positivo espressione del continuo impegno del gruppo verso efficienza ed eccellenza”.

In particolare, secondo i risultati al 30 settembre 2016 licenziati oggi dal cda, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i ricavi si sono confermati in linea a quelli del 2015 a 2,2 miliardi di euro. Il margine operativo lordo si e’ attestato a 558,9 milioni di euro, in crescita del 12,3%, mentre l’utile netto del gruppo e’ salito del 26,3%, a 124,9 milioni di euro. “Il trend costantemente positivo registrato negli ultimi 18 mesi – commenta il presidente di Iren Paolo Peveraro – e’ confermato anche dalla crescita registrata in questo ultimo trimestre. È il risultato di un’incessante ricerca della massima integrazione attraverso nuovi percorsi strategici e continua innovazione, che si traducono in know-how e competenze distintive”.

Questi elementi, aggiunge il presidente, “rappresentano i migliori presupposti per raggiungere gli sfidanti obiettivi del piano industriale, sia sui nostri territori di riferimento con investimenti previsti per 2,2 miliardi di euro, sia come polo di attrazione per il Nord Ovest d’Italia sia, infine, per offrire servizi di eccellenza ai nostri attuali e futuri clienti”. Massimiliano Bianco, amministratore delegato della multiutility interviene invece sulle operazioni di acquisizione di altre societa’ effettutate nel 2016 (l’ultima e’ quella per la gestione dei rifuiti di La Spezia), tra cui quelle del settore ambientale di Vercelli e Torino. Queste due iniziative, evidenzia Bianco, “hanno portato un margine aggiuntivo pari a circa 43 milioni”.