Iren, ecco l’offerta per rilevare il 51% di Amiu Genova

Le condizioni della multiutility: in ballo l'impianto di Tortona. Chieste assicurazioni su Scarpino: bozza accordo entro gennaio

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Maggioranza assoluta delle quote di Amiu, proroga della scadenza del contratto di servizio attualmente prevista al 2020, revisione del sistema di governance proposto dal Comune di Genova e definizione degli accantonamenti per la gestione post mortem delle discariche di Scarpino 1 e 2 e per l’apertura di Scarpino 3.

Sono queste le condizioni dettate da Iren Ambiente all’amministrazione genovese per dare vita all’aggregazione industriale con Amiu, illustrate questa mattina alla stampa dagli assessori al Bilancio e all’Ambiente del Comune di Genova, Franco Miceli e Italo Porcile, e dal direttore generale, Franco Giampaoletti, che hanno cosi’ sintetizzato gli elementi contenuti nella manifestazione di interesse pubblicata da Palazzo Tursi e a cui ha risposto solamente il gruppo Iren, attraverso Iren Ambiente.

“La manifestazione di interesse di Iren – puntualizza l’assessore Miceli – non e’ il modello aggregativo. Iren ha fatto le sue proposte, ora si entra nella fase negoziale per definire le condizioni di soddisfacimento delle reciproche esigenze”. Dunque, si affretta a specificare l’assessore, “non e’ detto che la percentuale di acquisizione che scaturira’ alla fine del processo sia questa: dipendera’ dagli apporti di Iren in termini di capitale misto impianti e cache”.

E dipendera’ anche da una due diligence che mettera’ nero su bianco il valore attuale di Amiu, nonche’ da una valutazione strategica dell’azienda pubblica, anche in vista di un ampliamento territoriale che ha gia’ suscitato l’interesse di Iren. Anche la multiutility dovra’ dettagliare alcune valutazioni concrete. “Nella risposta alla manifestazione di interesse – spiega il direttore generale di Palazzo Tursi, Franco Giampaoletti – non si parla di altri due impianti previsti nel piano industriale di Amiu: la separazione secco-umido e la depurazione delle acque. Inoltre, non viene esplicitato il valore del biodigestore di Tortona che l’azienda si dice disposta a conferire”.

Da tutte queste valutazioni scaturiranno le percentuali che resteranno in mano pubblica e quelle che finiranno in mano privata. Una discussione complessa per la quale il Comune non sembra intenzionato a individuare un interlocutore unico. “La trattativa riguarda argomenti tecnici, economici e legali – prosegue Giampaoletti – e richiede competenze specifiche, per cui al tavolo siederanno di volta in volta persone competenti per i settori in questione”.

L’obiettivo e’ giungere “entro fine anno, massimo inizio gennaio 2017, a una sorta di protocollo di intesa, di accordo preliminare che formalizzi obblighi e diritti da ambo le parti”, spiegano Miceli e Giampaoletti. Documento che, una volta stilato, dovra’ passare al vaglio del Consiglio comunale. “Non significa che l’operazione sara’ conclusa entro quei tempi perche’ saranno necessari i passaggi di natura formale per processare il conferimento dei beni e la costituzione della nuova compagine societaria”.

Passaggio, quest’ultimo, che potrebbe avvenire anche in due tappe: la prima solo per quanto riguarda un aumento di capitale diretto con iniezione di soldi freschi, la seconda per il conferimento degli impianti. E questo potrebbe anche essere lo stratagemma per tentare di far accettare ai lavoratori il passaggio della maggioranza in mano privata: con il primo ingresso solo economico, la partecipazione di Iren potrebbe restare sotto il 50% per poi superare la soglia fatidica a operazione effettivamente completata anche con gli impianti.

Ma il tavolo con i sindacati si annuncia tra i piu’ problematici: un primo incontro, gia’ previsto dall’accordo precedente alla pubblicazione della manifestazione di interesse, si sarebbe dovuto tenere oggi ma dovrebbe essere rimandato ai prossimi giorni. “Non ci sono punti su cui la distanza sia tale da non consentire neppure l’avvio della negoziazione con Iren”, sostiene l”assessore Porcile.

“Ci sembra che Iren Ambiente abbia le caratteristiche adeguate per iniziare la negoziazione – prosegue – d’altronde, eravamo formalmente liberi di decidere che la manifestazione non avesse portato agli esiti sperati”. Piu’ diretto Giampaoletti: “Se qualcuno pensa che facciamo la trattativa con i pantaloni alle caviglie, sta sbagliando. Amiu non e’ una bad company da scaricare. L’operazione Amiu-Iren rappresenta un’opportunita’ da entrambe le parti”.

Tra i paletti insormontabili posti dal Comune, il mantenimento dei livelli occupazionali (gia’ accolto da Iren), il mantenimento dell’indipendenza di Amiu rispetto a Iren e la sua identita’ e collocazione nel territorio genovese, e la partecipazione in maniera qualificata a decisioni strategiche. Impensabile, comunque, uno scenario dall’esito negativo. “Nel caso – conclude Miceli – o si trova una molto complicata soluzione interna oppure si procede a nuova gara con evidenza pubblica, sperando in candidati nuovi. Ma ci impegneremo perche’ l’operazione si concluda con soddisfazione di tutti, compresi i lavoratori”.

Più informazioni su