Chiude il Coin e riapre con un marchio diverso, Confcommercio: “Un errore”

La Prampolini: "Il mercato coperto deve essere destinato a diventare il giardino d’inverno della città, con le eccellenze alimentari e negozi specializzati. Il Comune non ha un piano commerciale"

REGGIO EMILIA – Coin chiude e riapre con un marchio diverso dello stesso gruppo, Oviesse o Upim, con uno sconto sul canone di locazione. Scrive Donatella Prampolini, presidente di Confcommercio: “Spiace aver avuto ragione fin dall’inizio quando affermammo che riaprire il mercato coperto con l’ennesimo negozio di abbigliamento era un grosso errore. Ora, però, si persevera nello sbaglio, proponendo l’apertura della stessa merceologia, ma di fascia più bassa”.

“Il mercato coperto deve essere destinato a diventare il giardino d’inverno della città, con le eccellenze alimentari e negozi specializzati”, osserva Donatella Prampolini Manzini. E aggiunge: “L’amministrazione della città sembra mancare completamente di conoscenza delle logiche minime del commercio, che richiede, a questo punto, di accettare il fatto che serve un vero e proprio piano commerciale di Reggio, se non vogliamo continuare a perdere delle occasioni”.

Il marchio Coin sparirà dopo le feste natalizie. Se il nuovo negozio sarà Oviesse si tratterà di un semplice trasferimento dall’attuale sede a pochi metri di distanza. Altrimenti ci saranno due negozi praticamente affiancati che si rivolgono a un target diverso e meno elevato: i giovani per Oviesse, le famiglie per Upim.

L’insuccesso commerciale di Coin è evidente. La società aveva ottenuto, un anno fa, un abbassamento del canone di locazione da pagare alla società La Galleria, che gestisce il Mercato coperto al posto del Comune, che ne è proprietario. I termini contrattuali rimarranno pressochè immutati con il marchio che subentrerà.

L’intervento del Mercato Coperto è stato realizzato in project financing da Tecton e Coopsette per un investimento di 13 milioni, di cui 1,9 a carico del Comune, grazie a un finanziamento regionale. L’accordo prevede che la struttura sia gestita per quarant’anni dalla società La Galleria rappresentativa dei costruttori, che si rifanno dell’investimento con gli affitti pagati da Coin. Al termine il Comune riprenderà la gestione diretta.